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IL GIORNALE  PER CHI FA TURISMO

Fondato nel 1986

  Direttore Antonio Conte

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                                                                                   A GUALDO DI VOGHERA

 

                                                                          TORNANO A FIORIRE GLI AGLI

     IL 22 E 23 MAGGIO APPUNTAMENTO CON "FLORAGLIO"

 

Ritorna insieme al trionfo della piena primavera l’appuntamento con il pregiato aglio di Voghiera (FE). Che si presenta splendido, come una novella Proserpina, a Floraglio, il mercato contadino che si svolge sabato 22 e domenica 23 maggio 2010 al Borgo delle Aie di Gualdo (FE). Si può senz’altro affermare che in questa particolare fiera, tutta dedicata all’aromatico bulbo, il bianco principe degli aromi giochi "in casa": Borgo delle Aie è infatti la sede del Consorzio dei produttori del famoso aglio. Che ha assunto il "titolo nobiliare" del riconoscimento DOP, ma non per questo si dà delle arie… per somma fortuna degli astanti! Diverse aziende espongono i propri fiori particolari e propongono ghiotti assaggi di prodotti tipici della zona, come formaggi, salumi, pane e marmellata. Naturalmente, vista l’occasione, non possono mancare vere e proprie ghiottonerie offerte dal Consorzio, e aromatizzate all’aglio! Un ingrediente così piccolo e così "potente", in grado di esaltare un piatto anonimo trasformandolo in una leccornia prelibata, qui viene celebrato in tutta la sua magnificenza. A lui il Consorzio ha dedicato anche un ricettario, frutto dell’estro di famosi chef, con una serie di ricette tutte da sperimentare mettendosi ai fornelli. Le virtù dell’aglio sono note da secoli, da sempre è utilizzato in erboristeria per curare diversi malanni, le sue proprietà medicamentose sono innumerevoli. Dalla capacità di ridurre il colesterolo a quella di prevenire l’arteriosclerosi, dall’effetto di ridurre la pressione arteriosa all’azione antibatterica, per non dire anche antivirale e antifungina. Aggiungere uno spicchio d’aglio nelle pietanze è come creare una pozione magica per curare pressoché ogni cosa! E questa di Floraglio è l’apoteosi, ma tutti i sabati si svolge a Borgo delle Aie il mercato contadino con prodotti tipici dalle 8 alle 12.

 

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CON LA CUCINA DI UMBERTO VEZZOLI 

L'INTERCONTINENTAL DE LA VILLE DI ROMA

SBARCA AD HONG KONG

 

La cucina italiana sarà protagonista all’interContinental di Hong Kong. L’iniziativa dell’InterContinental De la Ville di Roma vede protagonista lo chef del prestigioso albergo romano, Umberto Vezzoli, che stuzzicherà l’appetito di ospiti curiosi e importanti personaggi del mondo dello spettacolo, politico e finanziario, con sapori, colori e profumi mediterranei. "Sarà un vero e proprio viaggio di insegnamento delle basi della cucina italiana, regionale e di territorio", commenta il famoso chef che promette di conquistare i suoi ospiti non solo con piatti classici, ingredienti e ricette, ma anche "spiegando la differenza dei prodotti autentici come olio di oliva extravergine, l'aceto balsamico, il pane, la pasta, i formaggi, il vino, insomma insegnando a riconoscere la qualità del cibo Italiano, come cucinarlo e come servirlo". Durante il suo soggiorno, Vezzoli terrà anche lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental di Hong Kong, spiegando la filosofia ed il concetto dello stile italiano e la cultura del mangiare; dando informazioni sulle origini delle ricette, la provenienza dei prodotti, sui consorzi di tutela e i marchi che garantiscono la tipicità. Sempre nelle stesse date saranno organizzate cene di gala dedicate a varie regioni, alle quali interverranno personaggi del mondo finanziario, politico e culturale. Presenti all’evento anche i più famosi produttori di vino italiano, i migliori Baroli, il Brunello di Montalcino e le migliori bollicine della Franciacorta. Insomma, una kermesse di cultura e del buon vivere; di prodotti enogastronomici autentici. Il tutto all’insegna dell’eleganza, della perfezione e della semplicità, ingredienti con i quali la cucina italiana si distingue nel mondo.

 

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          A FIRENZE

 

       "CHIANTI CLASSICO COLLECTION" 

Anteprima nell’Anteprima

CABOCHON '5 DI MONTE ROSSA

 

Assaggio in anteprima del Cabochon vendemmia 2005 alla serata di Gala del Chianti Classico in programma per il 16 febbraio a Firenze. Emanuele Rabotti, titolare di Monte Rossa, vuole rendere omaggio ai molti giornalisti e ai produttori del Gallo Nero presenti, e offrire loro in esclusiva il Cabochon che sarà presentato ufficialmente solo alla prossima edizione del Vinitaly 2010. Il Cabochon ’05, infatti, per scelta del produttore è rimasto un anno in più, oltre i dovuti tre, sui lieviti. "Spostare di un anno l’uscita – spiega Emanuele Rabotti - è stata, soprattutto in questo periodo, una scelta impegnativa, non meno della decisione di non produrre il Cabochon nei successivi due anni, il 2006 e il 2007. Ma il Cabochon deve essere un prodotto perfetto, senza compromessi. Nutro un profondo rispetto per chi si avvicina ai miei vini, per questo mi impegno per offrire una qualità sempre più alta e dare sempre più piacere, gioia di appagare il gusto e lo spirito". "La presenza del Cabochon ‘05 alla grande degustazione in Anteprima di Chianti Classico – prosegue Rabotti – vuole mantenere il tono di grande livello qualitativo e di immagine di grande prestigio della Chianti Classico Collection, dare un contributo all’immagine dell’eccellenza italiana e rafforzare la testimonianza di un Made in Italy del vino che coniuga l’attenzione per una terra straordinaria a lavorazioni in cantina rispettose della materia prima". La vendemmia 2009 del Cabochon, invece, non potrà essere assaggiata che nel 2014, quando il vino potrà essere liberato dai lieviti che per 4 lunghi anni avranno lavorato per esaltare i profumi e la struttura di uno tra i più grandi vini italiani rifermentati in bottiglia. La Maison Monte Rossa produce anche l’esclusivo Satèn, marchio per eccellenza di vino morbido e vellutato; la Prima Cuvée fresco ed essenziale; il generoso PR, un blanc de blanc raffinato e avvolgente e l’Extra Brut, che sarà presentato a Vinitaly, essenza stessa del vino originale e descrittore di quel territorio così unico e inconfondibile che è la Franciacorta.

La Stazione Leopolda, ospiterà il 16 e il 17 febbraio 2010 la manifestazione curata dal Consorzio del Chianti Classico "Collection" per la presentazione delle anteprime della vendemmia toscana 2009 e delle ultime annate da poco immesse sul mercato. L’evento è un appuntamento ormai fondamentale nel processo di affermazione dei vini italiani per giornalisti e professionisti del settore enogastronomico provenienti da tutto il mondo.

                                               

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 A ROMA

LA PUGLIA DEI TRULLI NEL CUORE E…NEL PIATTO

  

 

 

Il profumo, il sapore e i colori della Puglia più autentica, quella che vive nella Valle dei Trulli saranno presentati a Roma il 10 dicembre nello show room delle ceramiche Nicola Fasano di Grottaglie, in via dei Banchi Vecchi 141. La serata di aperitivo a buffet e musica sarà l’occasione per un tuffo nel piacere per gli occhi e per il palato. Insieme alla nuova collezione delle ceramiche “Fasano”, saranno presentati anche i prodotti genuini della Masseria Pavone di Martina Franca. Olio e vino etichettati dalla Masseria Pavone, e tutto ciò che chi ha avuto la fortuna di soggiornare nella splendida masseria restaurata ha potuto gustare, viene riproposto a Roma, servito nei magnifici piatti di ceramica che ne sono il “palcoscenico” ideale. Masseria Pavone ha deciso di diventare etichetta per lanciare un vino e un olio che ne riflettono l’idea di turismo ed ospitalità e che rappresentano le eccellenze dell’intera Puglia. Con l'intento di riproporre un Bianco locale di stile antico, è stato reimpiantato,  in collaborazione con l’azienda i Pastini, un vigneto di Fiano Minutolo, permettendo in questo modo la rivalutazione di un vitigno antichissimo e quasi perduto. Si tratta di un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dal bouquet intenso che ricorda sensazioni di fiori bianchi e gialli, fruttate di uva, pesca bianca, pera e litchi, con un lieve sentore finale di salvia. Il gusto pieno e secco, avvolgente, con una piacevole citrina che permane lungamente in bocca, lo rende particolarmente indicato all’accostamento con antipasti a base di pesce e risotti ai frutti di mare, crostacei e pesce al forno. I vigneti sono a 700 metri della masseria e possono essere visitati durante il soggiorno. Con lo stesso spirito che l’ha resa un avamposto della tradizione abbinata al gusto per lo stile e la raffinatezza, la Masseria Pavone ha inoltre lanciato un olio extravergine di oliva, prodotto in collaborazione con l'oleificio Caroli, che promette di diventare presto un nome ricorrente sulla bocca – e sul pane – di tutti gli appassionati del genere. Estratto da olive sane e raccolte al giusto grado di maturazione negli uliveti della Masseria, dove esistono le condizioni migliori per portare a maturazione le olive più pregiate, dal colore giallo, con riflessi verdi, avvolge ogni pietanza di un intenso profumo di olive fresche. Il suo sapore fruttato, di grande intensità, con fondo delicatamente amarognolo, esalta qualsiasi piatto ed affascina subito il palato, anche quello dei più distratti. Le sue qualità lo rendono insostituibile per arricchire cibi poveri, nonché per gustarlo sui legumi e sulle rinomate frise pugliesi, o nella preparazione dell’impasto dei famosi tarallucci, unitamente al “Bianco Locorotondo Doc”.

 

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                  ROCCA DELLE MACIE AL "GALA ITALIA"  DI NEW YORK               consolidata la sua prestigiosa posizione all’estero

 

L’azienda vitivinicola Rocca delle Macìe partecipa anche quest’anno al ‘Gala Italia’ di New York, la più importante manifestazione del Made in Italy nella Grande Mela. L’azienda di Castellina in Chianti, guidata da Sergio Zingarelli, ha uno storico legame con la manifestazione ed è da sempre presente sul mercato americano che oggi assorbe quasi per il 50 per cento della sua produzione. Fu il padre Italo ad allacciare i primi contatti e a impegnarsi nella promozione negli USA: ora Sergio continua questo percorso impegnativo da un punto di vista dell’organizzazione commerciale, che richiede volontà di accettare la sfida dei mercati, marketing efficace e grande esperienza per gestire sia il problema del cambio dollaro-euro che la grave crisi economica degli ultimi due anni. In generale il 2009, anno particolarmente difficile per le esportazioni, è stato invece proficuo per Rocca delle Macìe in termini di nuovi rapporti commerciali  con operatori esteri che presentano diverse esigenze di mercato: il Brasile, la Svezia, la Svizzera e il Regno Unito. Inoltre il 2009 è stato un anno di ricerca e investimenti anche sui mercati asiatici.  Il Canada poi, che è da anni il suo secondo mercato dopo gli Usa, anche quest'anno si è rivelato uno zoccolo duro per le esportazioni.  Il Quebec in particolare ha visto un incremento di vendita dei vini di fascia alta e sopratutto del Roccato, oltre ad un aumento delle vendite dell'ultimo nato dell'azienda, il Sasyr, che ha avuto un enorme successo anche nei vicini  Stati Uniti. Si tratta di posizioni consolidate che, alla luce degli investimenti realizzati dall’azienda toscana, pongono le basi per crescere ulteriormente nel prossimo futuro. I vini dell’azienda della famiglia Zingarelli alla più importante manifestazione del Made in Italy a New York - Da 25 anni ‘Gala Italia’ mette in evidenza le migliori produzioni italiane alla presenza di oltre 3.000 tra buyers, ristoratori e giornalisti della costa atlantica degli Usa. Le principali case vinicole, i più noti produttori alimentari e i prestigiosi ristoranti italiani hanno già dato la loro adesione alla manifestazione. Un momento molto coinvolgente di Gala Italia sarà rappresentato dal Wine & Food Tasting: per Rocca delle Macìe saranno degustate le varie selezioni del sangiovese che trovano una ottima espressione nel Chianti Classico annata 2007 e nel Ser Gioveto 2003 un blend ottenuto dai migliori cru dell’azienda, nel Sasyr 2006 blend di sangiovese e syrah, e nel Roccato annata 2003, espressione di magica fusione tra il sangiovese e il cabernet sauvignon del territorio chiantigiano. Sarà messo in degustazione anche un bianco, il Vermentino 2008, proveniente dai vigneti maremmani dell’azienda.

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DAL 12 AL 14 MARZO A CAMPO TURES

AL FESTIVAL DEL FORMAGGIO, IL GRAUKASE

Il tipico formaggio grigio della Valle Aurina 

 

Un piccolo formaggio per un grande trionfo: è il Graukäse, il tipico formaggio grigio della Valle Aurina, in Alto Adige. La sua festa si celebra dal 12 al 14 marzo, a Campo Tures (BZ), in occasione della nona edizione del Festival del Formaggio. Questo evento mette in mostra i prodotti genuini e le specialità culinarie di antica tradizione. L’agricoltura e le montagne hanno intessuto le usanze della cultura popolare, e le persone che vivono qui ne sono particolarmente fiere. Così da celebrare tanta storia con un evento gastronomico di alto livello. Nelle Valli di Tures e Aurina ci sono 178 malghe in piena attività, 912 masi, laghi di acqua cristallina, torrenti scroscianti e un numero di abitanti (15mila) di poco superiore a quello dei capi bovini (10mila) che pascolano sugli alpeggi assolati. Nato in un ambiente non facile, su una terra strappata dagli agricoltori ai ripidi pendii montani, il Graukäse si è conquistato un posto nel mercato dei formaggi di pregio. E da alimento dei contadini è passato a far sfoggio di sé sulle ricche tavole dei migliori ristoranti. Vantando anche il primato di formaggio più magro del mondo: solo il 2% di grassi! Il suo segreto sta nella realizzazione davvero particolare: viene preparato senza caglio, salato nella massa prima di essere calato nello stampo, messo a stagionare per settimane a una temperatura decisamente alta (15-20 gradi). Il basso contenuto di grassi si deve al fatto che si prepara con latte scremato. La sua presentazione in tavola "perfetta" prevede che sia accompagnato da burro e pane di segala croccante, e ancora cipolle crude, olio d’oliva e aceto di vino. Ora però che è entrato nel Gotha dei formaggi, avendo ricevuto nel 2005 la certificazione di presidio Slow Food (solo 44 tra i circa 1200 formaggi italiani possono fregiarsi di questo titolo) trionfa a testa alta in molte ricette. Tra queste si possono ricordare i canederli pressati della Valle Aurina, o lo spalmato di formaggio… E per chi vuole conoscere la sua versatilità gli chef altoatesini Reinhard Steger e Karl Volgger hanno realizzato un libro di cucina tutto dedicato al formaggio grigio! Dal 12 al 14 marzo, i golosi sono invitati a Campo Tures, per una scorpacciata indimenticabile di questa ghiottoneria! (www.kaesefestival.com)

   

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I RISTORANTI FLEUR DE SEL E SOPHIA 

DUE BUONE RAGIONI PER SOGGIORNARE AL KEMPINSKI PALACE HOTEL A PORTOROSE, IN SLOVENIA
Ristoranti e bar all'insegna del gusto e dell’eleganza

 



C’è un motivo in più, anzi due, per soggiornare al Kempinski Palace di Potoroz, sul mare della Slovenia: i ristoranti Fleur de Sel e Sophia, con annessi bar, offrono una carta assolutamente di prim’ordine, grazie alla sapienza culinaria dei due chef. Gli ambienti alternano il bianco hi-tech ai legni tradizionali. C’è un motivo speciale per cui il ristorante gourmet si chiama Sophia: è un omaggio alla Loren, che ha soggiornato qui. I bar, Forma Viva & Ladies’ Saloon, Bubbles & Gentlemen Saloon, Palace Bar e Pool Bar, offrono un’ampia scelta tra chocolaterie e winebar, tra sfizi gastronomici e distillati di pregio.
Sin dagli inizi del Novecento, Portorose è una località balneare e termale alla moda. Alberghi di lusso, profumi mediterranei, palme, rose, la lunghissima spiaggia, ne costituivano – e ne costituiscono tutt’ora - lo scenario incantevole. Dopo la riapertura dell’ottobre 2008 con il brand Kempinski, il Palace aspetta gli ospiti contemporanei per una vacanza da sogno.
Una terrazza sul mare
Per gli avventori del Fleur de Sel lo chef Curt-Daniel Scheffler si affida alla freschezza e ai colori della cucina mediterranea in una reinterpretazione dei piatti tipici sloveni, come l’insalata di sardine di Pirano con uva moscato. L’olio d’oliva trionfa in tutte le pietanze del ristorante, che si segnala per il suo filetto di branzino di Pirano alla griglia con riso selvatico e pesto di peperone giallo. L’arredamento del locale è un soffio di bianco che contrasta da una parte con il teak spazzolato del pavimento e dall’altra con l’azzurro del mare su cui si affaccia la lunga terrazza. Anche la teca del bar, dove vengono serviti 23 tipi diversi di Martini cocktail, richiama l’elemento marino grazie ai cristalli di sale in essa contenuti, prodotto delle saline locali. Il menu cambia ogni due mesi e vengono inseriti prodotti freschi di stagione, come gli asparagi selvatici. I vini sono di provenienza locale, come il merlot Movia che viene imbottigliato appositamente per l’albergo.
In onore della grande Sophia
Il ristorante à la carte Sophia offre una cucina fatta di pietanze ispirate all’Italia. Lo chef Sasha Lenz ama sperimentare combinazioni dei migliori prodotti per ottenere un’armonia di sapori. Fa il “pomodoro dolce”, una tarte tatin di pomodoro al cioccolato, o il millefoglie di yogurt con fragole aromatizzato al basilico con gelato all’amaretto. La crème brulée è invece profumata con il rosmarino. Lenz reinterpreta la tradizione delle ricette italiane con un nuovo stile. Il menù cambia ogni tre settimane. Il piatto “forte” sono le lasagnette al granchio, asparagi selvatici, pomodoro e profumo di dragoncello servite nel carapace del crostaceo. L’ambiente è raffinato ed accogliente, con molte boiserie, camino e tante foto di Sophia a decorare le pareti.
A ciascuno il suo bar
Il Forma Viva & Ladies’ Saloon è un caffè aperto durante i week end. Viene servita pasticceria di alta qualità fatta in casa con il cioccolato Valrhona. Due vetrine espongono tortine fresche e praline e cioccolatini fatti in casa, che si possono anche comperare per asporto, un souvenir dolcissimo della Slovenia. Il dolce della casa è il Kempinski Palace Portoroz di cioccolato e crema con l’immagine della storica facciata Belle Ėpoque dell’albergo. Bubbles & Gentlemen Saloon è il winebar del Kempinski. Esso offre una vasta selezione di spumanti e champagne. Al Palace Bar è invece possibile accostarsi ai distillati rari e di pregio, whisky, porto, cognac, cocktail sia per l’aperitivo che after dinner, accompagnati dalla musica del pianoforte. Infine il Pool Bar offre snack appetitosi tra sandwich, insalate e hamburger innaffiati da coktail come il mojito, o per i più moderati frappé di vari gusti.
Al Kempinski Palace Hotel si respira il sapore della storia: lo splendido edificio mitteleuropeo risale al 1910 ed è stato restaurato accuratamente per mantenerne tutto il fascino. Accanto all’edificio storico è stata costruita un’ala moderna che, così come gli interni dell’hotel, è stata concepita all’insegna di un raffinato design moderno. La giornata, per gli ospiti del Kempinski, inizia in una cornice da sogno: ad accoglierli per la colazione è, infatti, la Crystal Hall, gioiello in stile barocco con una splendida terrazza vista mare. In un hotel concepito per il “benessere” del cliente non poteva mancare una fantastica zona wellness: la Kempinski Rose Spa, con i suoi 1500 mq, offre una piscina interna con jacuzzi (che si collega alla piscina esterna), sauna, bagno turco, zona relax e uno spazio speciale per il trattamento “Rasul” che include un peeling completo, body wrap con fanghi minerali e massaggio con una schiuma aromatizzata. 
L'hotel dispone di 181 camere tutte dotate di aria condizionata, sistema audio-video di ultima generazione, che include TV LCD, telefono, accesso internet, video-on-demand e consolle per video giochi, oltre a mini-bar e cassaforte. Il Kempinski Palace Portoroz offre, inoltre, 7 diversi tipi di suites tutte con vista mare e balcone. Le suites sono  contraddistinte, oltre che dagli arredi lussuosi e da due bagni, anche da un’ampia area soggiorno.

 

 

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LA CUCINA ITALIANA E' TORNATA IN POLONIA

FRA I PROTAGONISTI LA PUGLIA SALENTINA E LA MURGIA DEI TRULLI

             

 

Sono oltre vent’anni che  “Immagine Italia” in collaborazione con la  Federazione Europea della Stampa Turistica (Fest), organizza scambi turistico-culturali con l’Europa dell’Est. E   in quest’ambito ha fatto conoscere l’eno-gastronomia delle varie realtà regionali italiane nei grandi alberghi della Polonia, Cekia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Russia etc Un ruolo particolare ha sempre avuto la Puglia, soprattutto con la Polonia, i cui interscambi risalgono  a secoli addietro, quando la capitale era ancora Cracovia e regina del Paese era l’italiana Bona Sforza.

Fu quello un periodo di ottimi rapporti con la Puglia e agli scambi culturali, si affiancarono, non meno importanti, quelli commerciali che diedero ai polacchi la possibilità di conoscere molti prodotti della terra che fino allora non erano conosciuti nel loro Paese.

Fu cosi, ad esempio, che i contadini pugliesi portarono in Polonia le patate, che i polacchi impararono a coltivare e dalle quali in seguito cominciarono a produrre la vodka. Anche molti altri ortaggi furono scoperti, come il cavolo cappuccio che ancora oggi in Polonia viene chiamato “cavolo italiano”. Che dire poi dei vini che la Polonia  non produce a causa del clima.

Alla Corte Reale arrivavano i bianchi della Murgia barese, come il “Locorotondo” e i rossi salentini, mentre il Capitolo della città di Ostuni (feudo della Bona Sforza), donava ogni anno, l’olio d’oliva.

Una tradizione ripresa, come dicevamo dal 1982, grazie al giornalista  Antonio Conte  e che continua, da oltre vent’anni, in varie riprese. Una iniziativa che nel 1990, fece innammorare della Puglia persino Barbara Jaruzelzka, allora “Prima Donna” del Paese, moglie dell’omonimo generale, dopo aver gustato le “orecchiette” ed altre specialità nostrane, accompagnate dai vini pugliesi.

Volle sapere da dove venivano i prodotti eno-gastronomici che definì squisitissimi e dopo qualche mese volle visitare la Puglia, sostando anche sulla tomba della regina Bona Sforza, sepolta  a Bari, nella cattedrale di S. Nicola e a marzo scorso,  l’enogastronomia italiana è stata ancora protagonista nella “23^ Italy Image-, Giornate della Cucina Italiana,” che si è svolta a Cracovia, in concomitanza con la 25^ edizione dei Premi Europei "Benemeriti del Turismo e dell'Ospitalità  & Una Vita per  il Turismo. In quest’ambito, anche la Puglia tornerà protagonista. Infatti, all’iniziativa ha aderito la Provincia di Lecce che è stata presente con una delegazione guidata dall’assessore alle Politiche Comunitarie, Cosimo Durante e dal presidente dell’Istituto Mediterraneo del Salento Luigi De Luca.

A questo scopo si sono avuti incontri con i direttori di alberghi e ristoratori, nonché con gli importatori per degustazioni guidate di vini, olio d’oliva e altri prodotti tipici.

 

E’ stata un’occasione veramente importante – dicono gli organizzatori – soprattutto ora che la Polonia, a pieno titolo è entrata a far parte dell’Unione Europea; un Paese da sempre protagonista della storia del nostro continente ed anello di congiunzione fra la cultura europea e quella slava. Alle manifestazioni sono intervenuti, unitamente agli addetti ai lavori, le autorità civili, i rappresentanti del turismo, oltre alla stampa e alle radio e televisioni polacche che da sempre seguono con vivo interesse queste manifestazioni. Fra i Partners tradizionali .PASTA DIVELLA e i vini della Cantina "Crifo" di Ruvo di Puglia coni vini della Murgia.

L’organizzazione tecnica dall’Italia è della “Travel Production s.r.l.” di Roma in collaborazione con  “Holiday Travel” di Varsavia e  con la European Federation Tourist Press e il Club Europeo dei Benemeriti del Turismo e dell'Ospitalità.

 

 

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