
"FRATELLI DI
LATTE"
A Gualdo
(Macerata), il 29 e 30 maggio, per
gustare tutti "i Formaggi d’Autore"
Duro ed intenso l’Asiago.
Morbida la burrata. A pasta filata
il caciocavallo. A pasta dura cotta
la Fontina. In Italia si contano
oltre 500 tipi di formaggi, tanto
differenti quanto ugualmente buoni.
E le differenze, almeno quando si
parla di tavola, significano
ricchezza, soprattutto per coloro
che avranno la voglia di spendere un
fine settimana tra le strade di Gualdo
(Macerata) per dedicarsi a
degustazioni ed acquisti. Per due
giorni, il 29 e 30 maggio, il
borgo medievale diventerà la meta
"golosa" per tutti gli
amanti dei "Fratelli di
Latte". Va in scena la 14ª
edizione di "Formaggi d’Autore",
promossa dall’Associazione
Gualdo Terzo Millennio, in
collaborazione con Slow Food Marche,
una ricca vetrina nazionale dei
prodotti lattiero-caseari. Un
viaggio tra i saperi e i piaceri
sensoriali di quel "mondo
bianco", frutto dell’antica
cultura pastorale che ancora lavora
con passione. La
kermesse Formaggi d’Autore è
ormai un classico nell’agenda di
primavera di un esercito di gourmet
e, anno dopo anno, sta
diventando sempre più un punto di
riferimento per i produttori
italiani di ogni regione,
protagonisti dell’intera filiera,
e per un vasto pubblico di
appassionati alla ricerca del gusto
ma anche di quei piccoli segreti per
scoprire i valori nutrizionali dei
formaggi, come renderli versatili in
cucina, come riconoscerli per
evitare le truffe. L’intero
paese è coinvolto: le bancarelle
degli espositori s’installano tra
le vie tortuose e strette che
guardano ai non lontani Monti
Sibillini, la grande piazza centrale
e la passeggiata che si snoda tra i
giardini. E
ci sarà solo l’imbarazzo della
scelta tra gli erborinati
(gorgonzola, roquefort), gli
stagionati (grana, parmigiano,
pecorino) e i formaggi freschi tra
cui la Mozzarella di Bufala
che, secondo Coldiretti, è
stata consumata nel 2009 da quasi un
italiano su due e si classifica tra
i formaggi preferiti a livello
nazionale e internazionale dove
svolge un ruolo di traino del Made
in Italy.Uno spazio d’onore sarà
riservato, inoltre, a quei prodotti
caseari tutelati
dai Presidi Italiani
(per la valorizzazione dei prodotti
a base di latte crudo). Tra questi
il Castelmagno d’alpeggio
della Val Grana, la meno profonda
della Valli di Saluzzo in Piemonte.
Prodotto con latte vaccino e piccole
aggiunte di latte di pecora, con la
maturazione la pasta assume
sfumature blu – verdastre che ne
determinano un'erborinatura naturale
unica. Lo sapeva anche l’Imperatore
Carlo Magno che dopo averlo scoperto
per caso, ospite del Vescovo di
Saluzzo, pretese che mai mancasse
alla sua Corte. Qualsiasi persona
che ha provato sul palato quell’aroma
forte e piccante, capisce il perché
di tanta passione. Sempre in
Piemonte un altro Presidio si occupa
del Montébore, conosciuto
già alla fine del
Quattrocento: era l’unico
formaggio presente nel menù delle
sfarzose nozze tra Isabella di
Aragona, figlia di Alfonso, e Gian
Galeazzo Sforza, figlio del Duca di
Milano. Nell’ultimo periodo la
produzione era stata sospesa finchè
il Presidio l’ha letteralmente
"risuscitata". Tra i
Presidi stranieri si segnala quello
per il Pélardon affiné, in
Francia.
Sulla scia della positiva esperienza
della scorsa edizione, anche quest’anno
la kermesse marchigiana pensa a tutelare
l’ambiente. Verranno usati piatti
completamente biodegradabili
(realizzati in mater-bi, un
materiale derivato dall’amido di
mais, completamente naturale e
compostabile, in collaborazione con
Cosmari) che contribuiscono a
ridurre le emissioni di gas serra,
il consumo di energia e di risorse
non rinnovabili. Ci saranno
contenitori per la raccolta
differenziata e, novità assoluta,
sarà creato uno spazio per le
aziende del territorio che puntano
alle energie rinnovabili (per
la produzione di energia pulita per
uso residenziale, agricolo e
industriale). Sono
iniziative ad "Impatto
Zero" che hanno come come
obiettivo la tutela del territorio
attraverso lo sviluppo di un sistema
di vita sostenibile. Insomma
una rassegna per tutti i gusti, dove
non mancheranno i laboratori, gli
spettacoli teatrali, sino alle
animazioni per bambini.
Per
gli amanti della buona tavola, sarà
allestita l’osteria "Odissea
nello sfizio", dove si potrà
provare la cucina, ovviamente a base
di formaggi, dei talentuosi chef
Peppe Rossi e Aurelio Damiani, due
dei migliori interpreti della
tradizione marchigiana. Il
programma completo con appuntamenti
ed orari è consultabile sul sito
internet: www.formaggi.biz
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A GUALDO DI VOGHIERA
TORNANO A FIORIRE GLI AGLI
IL 22 E 23 MAGGIO APPUNTAMENTO CON
"FLORAGLIO"
Ritorna
insieme al trionfo della piena
primavera l’appuntamento con il
pregiato aglio di Voghiera (FE). Che
si presenta splendido, come una
novella Proserpina, a Floraglio, il
mercato contadino che si svolge
sabato 22 e domenica 23 maggio 2010
al Borgo delle Aie di Gualdo (FE).
Si può senz’altro affermare che
in questa particolare fiera, tutta
dedicata all’aromatico bulbo, il
bianco principe degli aromi giochi
"in casa": Borgo delle Aie
è infatti la sede del Consorzio dei
produttori del famoso aglio. Che ha
assunto il "titolo
nobiliare" del riconoscimento
DOP, ma non per questo si dà delle
arie… per somma fortuna degli
astanti! Diverse aziende espongono i
propri fiori particolari e
propongono ghiotti assaggi di
prodotti tipici della zona, come
formaggi, salumi, pane e marmellata.
Naturalmente, vista l’occasione,
non possono mancare vere e proprie
ghiottonerie offerte dal Consorzio,
e aromatizzate all’aglio! Un
ingrediente così piccolo e così
"potente", in grado di
esaltare un piatto anonimo
trasformandolo in una leccornia
prelibata, qui viene celebrato in
tutta la sua magnificenza. A lui il
Consorzio ha dedicato anche un
ricettario, frutto dell’estro di
famosi chef, con una serie di
ricette tutte da sperimentare
mettendosi ai fornelli. Le virtù
dell’aglio sono note da secoli, da
sempre è utilizzato in erboristeria
per curare diversi malanni, le sue
proprietà medicamentose sono
innumerevoli. Dalla capacità di
ridurre il colesterolo a quella di
prevenire l’arteriosclerosi, dall’effetto
di ridurre la pressione arteriosa
all’azione antibatterica, per non
dire anche antivirale e antifungina.
Aggiungere uno spicchio d’aglio
nelle pietanze è come creare una
pozione magica per curare pressoché
ogni cosa! E questa di Floraglio è
l’apoteosi, ma tutti i sabati si
svolge a Borgo delle Aie il mercato
contadino con prodotti tipici dalle
8 alle 12.
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CON
LA CUCINA DI UMBERTO VEZZOLI
L'INTERCONTINENTAL
DE LA VILLE DI ROMA
SBARCA
AD HONG KONG
La
cucina italiana sarà protagonista
all’interContinental di Hong Kong.
L’iniziativa dell’InterContinental
De la Ville di Roma vede
protagonista lo chef del prestigioso
albergo romano, Umberto Vezzoli, che
stuzzicherà l’appetito di ospiti
curiosi e importanti personaggi del
mondo dello spettacolo, politico e
finanziario, con sapori, colori e
profumi mediterranei. "Sarà un
vero e proprio viaggio di
insegnamento delle basi della cucina
italiana, regionale e di
territorio", commenta il famoso
chef che promette di conquistare i
suoi ospiti non solo con piatti
classici, ingredienti e ricette, ma
anche "spiegando la differenza
dei prodotti autentici come olio di
oliva extravergine, l'aceto
balsamico, il pane, la pasta, i
formaggi, il vino, insomma
insegnando a riconoscere la qualità
del cibo Italiano, come cucinarlo e
come servirlo". Durante il suo
soggiorno, Vezzoli terrà anche
lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental
di Hong Kong, spiegando la filosofia
ed il concetto dello stile italiano
e la cultura del mangiare; dando
informazioni sulle origini delle
ricette, la provenienza dei
prodotti, sui consorzi di tutela e i
marchi che garantiscono la
tipicità. Sempre nelle stesse date
saranno organizzate cene di gala
dedicate a varie regioni, alle quali
interverranno personaggi del mondo
finanziario, politico e culturale.
Presenti
all’evento anche i più famosi
produttori di vino italiano, i
migliori Baroli, il Brunello di
Montalcino e le migliori bollicine
della Franciacorta. Insomma, una
kermesse di cultura e del buon
vivere; di prodotti enogastronomici
autentici. Il tutto all’insegna
dell’eleganza, della perfezione e
della semplicità, ingredienti con i
quali la cucina italiana si
distingue nel mondo.
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A FIRENZE
"CHIANTI
CLASSICO COLLECTION"
Anteprima
nell’Anteprima
CABOCHON
'5 DI MONTE ROSSA
Assaggio
in anteprima del Cabochon vendemmia
2005 alla serata di Gala del Chianti
Classico in programma per il 16
febbraio a Firenze. Emanuele Rabotti,
titolare di Monte Rossa, vuole
rendere omaggio ai molti giornalisti
e ai produttori del Gallo Nero
presenti, e offrire loro in
esclusiva il Cabochon che sarà
presentato ufficialmente solo alla
prossima edizione del Vinitaly 2010.
Il Cabochon ’05, infatti, per
scelta del produttore è rimasto un
anno in più, oltre i dovuti tre,
sui lieviti. "Spostare di un
anno l’uscita – spiega Emanuele
Rabotti - è stata, soprattutto in
questo periodo, una scelta
impegnativa, non meno della
decisione di non produrre il
Cabochon nei successivi due anni, il
2006 e il 2007. Ma il Cabochon deve
essere un prodotto perfetto, senza
compromessi. Nutro un profondo
rispetto per chi si avvicina ai miei
vini, per questo mi impegno per
offrire una qualità sempre più
alta e dare sempre più piacere,
gioia di appagare il gusto e lo
spirito".
"La presenza del Cabochon ‘05
alla grande degustazione in
Anteprima di Chianti Classico –
prosegue Rabotti – vuole mantenere
il tono di grande livello
qualitativo e di immagine di grande
prestigio della Chianti Classico
Collection, dare un contributo all’immagine
dell’eccellenza italiana e
rafforzare la testimonianza di un
Made in Italy del vino che coniuga l’attenzione
per una terra straordinaria a
lavorazioni in cantina rispettose
della materia prima". La
vendemmia 2009 del Cabochon, invece,
non potrà essere assaggiata che nel
2014, quando il vino potrà essere
liberato dai lieviti che per 4
lunghi anni avranno lavorato per
esaltare i profumi e la struttura di
uno tra i più grandi vini italiani
rifermentati in bottiglia. La Maison
Monte Rossa produce anche l’esclusivo
Satèn, marchio per eccellenza di
vino morbido e vellutato; la Prima
Cuvée fresco ed essenziale; il
generoso PR, un blanc de blanc
raffinato e avvolgente e l’Extra
Brut, che sarà presentato a
Vinitaly, essenza stessa del vino
originale e descrittore di quel
territorio così unico e
inconfondibile che è la
Franciacorta.
La
Stazione Leopolda, ospiterà il 16 e
il 17 febbraio 2010 la
manifestazione curata dal Consorzio
del Chianti Classico "Collection"
per la presentazione delle anteprime
della vendemmia toscana 2009 e delle
ultime annate da poco immesse sul
mercato. L’evento è un
appuntamento ormai fondamentale nel
processo di affermazione dei vini
italiani per giornalisti e
professionisti del settore
enogastronomico provenienti da tutto
il mondo.
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A ROMA
LA
PUGLIA DEI TRULLI NEL CUORE E…NEL
PIATTO
 
Il
profumo, il sapore e i colori della
Puglia più autentica, quella che
vive nella Valle dei Trulli saranno
presentati a Roma il 10 dicembre
nello show room delle ceramiche
Nicola Fasano di Grottaglie, in via
dei Banchi Vecchi 141. La serata di
aperitivo a buffet e musica sarà
l’occasione per un tuffo nel
piacere per gli occhi e per il
palato. Insieme alla nuova
collezione delle ceramiche “Fasano”,
saranno presentati anche i prodotti
genuini della Masseria
Pavone di Martina Franca. Olio e vino etichettati dalla Masseria Pavone, e
tutto ciò che chi ha avuto la
fortuna di soggiornare nella
splendida masseria restaurata ha
potuto gustare, viene riproposto a
Roma, servito nei magnifici piatti
di ceramica che ne sono il
“palcoscenico” ideale. Masseria
Pavone ha deciso di diventare
etichetta per lanciare un vino e un
olio che ne riflettono l’idea di
turismo ed ospitalità e che
rappresentano le eccellenze
dell’intera Puglia. Con l'intento
di riproporre un Bianco locale di
stile antico, è stato reimpiantato,
in collaborazione con
l’azienda i Pastini, un vigneto
di Fiano
Minutolo, permettendo in questo
modo la rivalutazione di un vitigno
antichissimo e quasi perduto. Si
tratta di un vino dal colore giallo
paglierino con riflessi verdolini,
dal bouquet intenso che ricorda
sensazioni di fiori bianchi e
gialli, fruttate di uva, pesca
bianca, pera e litchi, con un lieve
sentore finale di salvia. Il gusto
pieno e secco, avvolgente, con una
piacevole citrina che permane
lungamente in bocca, lo rende
particolarmente indicato
all’accostamento con antipasti a
base di pesce e risotti ai frutti di
mare, crostacei e pesce al forno. I
vigneti sono a 700 metri della
masseria e possono essere visitati
durante il soggiorno. Con lo stesso
spirito che l’ha resa un avamposto
della tradizione abbinata al gusto
per lo stile e la raffinatezza, la
Masseria Pavone ha inoltre lanciato
un olio
extravergine di oliva, prodotto
in collaborazione con l'oleificio
Caroli, che promette di diventare
presto un nome ricorrente sulla
bocca – e sul pane – di tutti
gli appassionati del genere.
Estratto da olive sane e raccolte al
giusto grado di maturazione negli
uliveti della Masseria, dove
esistono le condizioni migliori per
portare a maturazione le olive più
pregiate, dal colore giallo, con
riflessi verdi, avvolge ogni
pietanza di un intenso profumo di
olive fresche. Il suo sapore
fruttato, di grande intensità, con
fondo delicatamente amarognolo,
esalta qualsiasi piatto ed affascina
subito il palato, anche quello dei
più distratti. Le sue qualità lo
rendono insostituibile per
arricchire cibi poveri, nonché per
gustarlo sui legumi e sulle rinomate
frise pugliesi, o nella preparazione
dell’impasto dei famosi tarallucci,
unitamente al “Bianco Locorotondo
Doc”.
_____________
ROCCA DELLE MACIE AL "GALA ITALIA"
DI NEW YORK
consolidata
la sua prestigiosa posizione all’estero
L’azienda
vitivinicola Rocca delle Macìe
partecipa anche quest’anno al ‘Gala
Italia’ di New York, la più
importante manifestazione del Made in
Italy nella Grande Mela. L’azienda
di Castellina in Chianti, guidata da
Sergio Zingarelli, ha uno storico
legame con la manifestazione ed è da
sempre presente sul mercato americano
che oggi assorbe quasi per il 50 per
cento della sua produzione. Fu il
padre Italo ad allacciare i primi
contatti e a impegnarsi nella
promozione negli USA: ora Sergio
continua questo percorso impegnativo
da un punto di vista dell’organizzazione
commerciale, che richiede volontà di
accettare la sfida dei mercati,
marketing efficace e grande esperienza
per gestire sia il problema del cambio
dollaro-euro che la grave crisi
economica degli ultimi due anni.
In
generale il 2009, anno particolarmente
difficile per le esportazioni, è
stato invece proficuo per Rocca delle
Macìe in termini di nuovi rapporti
commerciali con operatori esteri
che presentano diverse esigenze di
mercato: il Brasile, la Svezia, la
Svizzera e il Regno Unito. Inoltre il
2009 è stato un anno di ricerca e
investimenti anche sui mercati
asiatici. Il Canada poi, che è
da anni il suo secondo mercato dopo
gli Usa, anche quest'anno si è
rivelato uno zoccolo duro per le
esportazioni. Il Quebec in
particolare ha visto un incremento di
vendita dei vini di fascia alta e
sopratutto del Roccato, oltre ad un
aumento delle vendite dell'ultimo nato
dell'azienda, il Sasyr, che ha avuto
un enorme successo anche nei vicini
Stati Uniti. Si tratta di
posizioni consolidate che, alla luce
degli investimenti realizzati dall’azienda
toscana, pongono le basi per crescere
ulteriormente nel prossimo futuro.
I
vini dell’azienda della famiglia
Zingarelli alla più importante
manifestazione del Made in Italy a New
York - Da 25 anni ‘Gala Italia’
mette in evidenza le migliori
produzioni italiane alla presenza di
oltre 3.000 tra buyers, ristoratori e
giornalisti della costa atlantica
degli Usa. Le principali case
vinicole, i più noti produttori
alimentari e i prestigiosi ristoranti
italiani hanno già dato la loro
adesione alla manifestazione. Un
momento molto coinvolgente di Gala
Italia sarà rappresentato dal Wine
& Food Tasting: per Rocca delle
Macìe saranno degustate le varie
selezioni del sangiovese che trovano
una ottima espressione nel Chianti
Classico annata 2007 e nel Ser Gioveto
2003 un blend ottenuto dai migliori
cru dell’azienda, nel Sasyr 2006
blend di sangiovese e syrah, e nel
Roccato annata 2003, espressione di
magica fusione tra il sangiovese e il
cabernet sauvignon del territorio
chiantigiano. Sarà messo in
degustazione anche un bianco, il
Vermentino 2008, proveniente dai
vigneti maremmani dell’azienda.
_____________
I
RISTORANTI FLEUR DE SEL E SOPHIA
DUE
BUONE RAGIONI PER SOGGIORNARE AL
KEMPINSKI PALACE HOTEL A PORTOROSE,
IN SLOVENIA
Ristoranti e bar all'insegna del gusto
e dell’eleganza

C’è un motivo in più, anzi due,
per soggiornare al Kempinski Palace
di Potoroz, sul mare della Slovenia:
i ristoranti Fleur de Sel e Sophia,
con annessi bar, offrono una carta
assolutamente di prim’ordine,
grazie alla sapienza culinaria dei
due chef. Gli ambienti alternano il
bianco hi-tech ai legni
tradizionali. C’è un motivo
speciale per cui il ristorante
gourmet si chiama Sophia: è un
omaggio alla Loren, che ha
soggiornato qui. I bar, Forma Viva
& Ladies’ Saloon, Bubbles
& Gentlemen Saloon, Palace Bar e
Pool Bar, offrono un’ampia scelta
tra chocolaterie e winebar, tra
sfizi gastronomici e distillati di
pregio.
Sin dagli inizi del Novecento,
Portorose è una località balneare
e termale alla moda. Alberghi di
lusso, profumi mediterranei, palme,
rose, la lunghissima spiaggia, ne
costituivano – e ne costituiscono
tutt’ora - lo scenario
incantevole. Dopo la riapertura
dell’ottobre 2008 con il brand
Kempinski, il Palace aspetta gli
ospiti contemporanei per una vacanza
da sogno.
Una terrazza sul mare
Per gli avventori del Fleur de Sel
lo chef Curt-Daniel Scheffler si
affida alla freschezza e ai colori
della cucina mediterranea in una
reinterpretazione dei piatti tipici
sloveni, come l’insalata di
sardine di Pirano con uva moscato.
L’olio d’oliva trionfa in tutte
le pietanze del ristorante, che si
segnala per il suo filetto di
branzino di Pirano alla griglia con
riso selvatico e pesto di peperone
giallo. L’arredamento del locale
è un soffio di bianco che contrasta
da una parte con il teak spazzolato
del pavimento e dall’altra con
l’azzurro del mare su cui si
affaccia la lunga terrazza. Anche la
teca del bar, dove vengono serviti
23 tipi diversi di Martini cocktail,
richiama l’elemento marino grazie
ai cristalli di sale in essa
contenuti, prodotto delle saline
locali. Il menu cambia ogni due mesi
e vengono inseriti prodotti freschi
di stagione, come gli asparagi
selvatici. I vini sono di
provenienza locale, come il merlot
Movia che viene imbottigliato
appositamente per l’albergo.
In onore della grande Sophia
Il ristorante à la carte Sophia
offre una cucina fatta di pietanze
ispirate all’Italia. Lo chef Sasha
Lenz ama sperimentare combinazioni
dei migliori prodotti per ottenere
un’armonia di sapori. Fa il
“pomodoro dolce”, una tarte
tatin di pomodoro al cioccolato, o
il millefoglie di yogurt con fragole
aromatizzato al basilico con gelato
all’amaretto. La crème brulée è
invece profumata con il rosmarino.
Lenz reinterpreta la tradizione
delle ricette italiane con un nuovo
stile. Il menù cambia ogni tre
settimane. Il piatto “forte”
sono le lasagnette al granchio,
asparagi selvatici, pomodoro e
profumo di dragoncello servite nel
carapace del crostaceo. L’ambiente
è raffinato ed accogliente, con
molte boiserie, camino e tante foto
di Sophia a decorare le pareti.
A ciascuno il suo bar
Il Forma Viva & Ladies’ Saloon
è un caffè aperto durante i week
end. Viene servita pasticceria di
alta qualità fatta in casa con il
cioccolato Valrhona. Due vetrine
espongono tortine fresche e praline
e cioccolatini fatti in casa, che si
possono anche comperare per asporto,
un souvenir dolcissimo della
Slovenia. Il dolce della casa è il
Kempinski Palace Portoroz di
cioccolato e crema con l’immagine
della storica facciata Belle Ėpoque
dell’albergo. Bubbles &
Gentlemen Saloon è il winebar del
Kempinski. Esso offre una vasta
selezione di spumanti e champagne.
Al Palace Bar è invece possibile
accostarsi ai distillati rari e di
pregio, whisky, porto, cognac,
cocktail sia per l’aperitivo che
after dinner, accompagnati dalla
musica del pianoforte. Infine il
Pool Bar offre snack appetitosi tra
sandwich, insalate e hamburger
innaffiati da coktail come il mojito,
o per i più moderati frappé di
vari gusti.
Al Kempinski Palace Hotel si respira
il sapore della storia: lo splendido
edificio mitteleuropeo risale al
1910 ed è stato restaurato
accuratamente per mantenerne tutto
il fascino. Accanto all’edificio
storico è stata costruita un’ala
moderna che, così come gli interni
dell’hotel, è stata concepita
all’insegna di un raffinato design
moderno. La giornata, per gli ospiti
del Kempinski, inizia in una cornice
da sogno: ad accoglierli per la
colazione è, infatti, la Crystal
Hall, gioiello in stile barocco con
una splendida terrazza vista mare.
In un hotel concepito per il
“benessere” del cliente non
poteva mancare una fantastica zona
wellness: la Kempinski Rose Spa, con
i suoi 1500 mq, offre una piscina
interna con jacuzzi (che si collega
alla piscina esterna), sauna, bagno
turco, zona relax e uno spazio
speciale per il trattamento
“Rasul” che include un peeling
completo, body wrap con fanghi
minerali e massaggio con una schiuma
aromatizzata.
L'hotel dispone di 181 camere tutte
dotate di aria condizionata, sistema
audio-video di ultima generazione,
che include TV LCD, telefono,
accesso internet, video-on-demand e
consolle per video giochi, oltre a
mini-bar e cassaforte. Il Kempinski
Palace Portoroz offre, inoltre, 7
diversi tipi di suites tutte con
vista mare e balcone. Le suites sono
contraddistinte, oltre che dagli
arredi lussuosi e da due bagni,
anche da un’ampia area soggiorno.
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|
LA
CUCINA ITALIANA E'
TORNATA IN POLONIA
FRA
I PROTAGONISTI LA PUGLIA
SALENTINA E LA MURGIA
DEI TRULLI

Sono
oltre vent’anni che
“Immagine
Italia” in
collaborazione con la
Federazione
Europea della Stampa
Turistica (Fest),
organizza scambi
turistico-culturali con
l’Europa dell’Est. E
in quest’ambito
ha fatto conoscere
l’eno-gastronomia
delle varie realtà
regionali italiane nei
grandi alberghi
della Polonia, Cekia,
Slovacchia, Ungheria,
Romania, Russia etc Un
ruolo particolare ha
sempre avuto la Puglia,
soprattutto con la
Polonia, i cui
interscambi risalgono
a secoli
addietro, quando la
capitale era ancora
Cracovia e regina del
Paese era l’italiana Bona
Sforza.
Fu
quello un periodo di
ottimi rapporti con la
Puglia e agli scambi
culturali, si
affiancarono, non meno
importanti, quelli
commerciali che diedero
ai polacchi la
possibilità di
conoscere molti prodotti
della terra che fino
allora non erano
conosciuti nel loro
Paese.
Fu
cosi, ad esempio, che i contadini
pugliesi portarono in
Polonia le patate, che i
polacchi impararono a
coltivare e dalle quali
in seguito cominciarono
a produrre la vodka.
Anche molti altri
ortaggi furono scoperti,
come il cavolo cappuccio
che ancora oggi in
Polonia viene chiamato “cavolo
italiano”. Che
dire poi dei vini che la
Polonia
non produce a
causa del clima.
Alla
Corte Reale arrivavano i
bianchi della Murgia
barese, come il
“Locorotondo” e i
rossi salentini, mentre
il Capitolo della città
di Ostuni (feudo della
Bona Sforza), donava
ogni anno, l’olio
d’oliva.
Una
tradizione ripresa, come
dicevamo dal 1982, grazie
al giornalista
Antonio
Conte
e che continua,
da oltre vent’anni, in
varie riprese. Una
iniziativa che nel 1990,
fece innammorare della
Puglia persino Barbara
Jaruzelzka, allora
“Prima Donna” del
Paese, moglie
dell’omonimo generale,
dopo aver gustato le
“orecchiette” ed
altre specialità
nostrane, accompagnate
dai vini pugliesi.
Volle
sapere da dove venivano
i prodotti
eno-gastronomici che
definì squisitissimi e
dopo qualche mese volle
visitare la Puglia,
sostando anche sulla
tomba della regina Bona
Sforza, sepolta
a Bari, nella
cattedrale di S. Nicola
e a marzo scorso,
l’enogastronomia
italiana è stata ancora
protagonista nella “23^
Italy Image-,
Giornate
della Cucina
Italiana,” che
si è svolta a Cracovia,
in concomitanza con la
25^ edizione dei Premi
Europei "Benemeriti
del Turismo e
dell'Ospitalità
& Una Vita
per
il Turismo.”
In
quest’ambito, anche la
Puglia tornerà
protagonista. Infatti, all’iniziativa
ha aderito la
Provincia di Lecce che
è stata presente con una
delegazione guidata
dall’assessore alle
Politiche Comunitarie,
Cosimo Durante e dal
presidente
dell’Istituto
Mediterraneo del Salento
Luigi De Luca.
A
questo scopo si sono
avuti incontri con i
direttori di alberghi e
ristoratori, nonché con
gli importatori per
degustazioni guidate di
vini, olio d’oliva e
altri prodotti tipici.

E’
stata un’occasione veramente
importante – dicono
gli organizzatori –
soprattutto ora che la
Polonia, a pieno titolo
è entrata a far parte
dell’Unione Europea;
un Paese da sempre
protagonista della
storia del nostro
continente ed anello di
congiunzione fra la
cultura europea e quella
slava.
Alle
manifestazioni sono
intervenuti,
unitamente agli addetti
ai lavori, le autorità
civili, i rappresentanti
del turismo, oltre alla
stampa e alle radio e
televisioni polacche che da
sempre seguono con vivo
interesse queste
manifestazioni. Fra i
Partners tradizionali .PASTA
DIVELLA e i vini della
Cantina "Crifo"
di Ruvo di Puglia coni
vini della Murgia.
L’organizzazione
tecnica dall’Italia è
della “Travel
Production s.r.l.” di
Roma in collaborazione
con
“Holiday Travel”
di Varsavia e
con la European
Federation Tourist Press
e il Club Europeo dei
Benemeriti del Turismo e
dell'Ospitalità.
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