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IL GIORNALE  PER CHI FA TURISMO

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DALLA RIVISTA TEDESCA WEINWIRTSCHAFT

Viticultori Associati Canicattì Migliore Cantina Sociale del Sud Italia
Aynat e Aquilae Nero D’Avola tra gli "ottimi"

 

Il 2010 sicuramente sarà un anno che rimarrà a lungo scolpito nella memoria dei 480 soci di Viticultori Associati Canicattì. Un altro prestigioso riconoscimento internazionale, infatti, si aggiunge a quelli già in bacheca, rinsaldando più che mai, alla vigilia della nuova annata (da pochi giorni è iniziata la vendemmia), quella svolta sulla ricerca della qualità intrapresa dal management aziendale. Questa volta ad essere premiato non è solo un vino. La fiducia degli addetti ai lavori si allarga a tutta l’azienda grazie alla rivista tedesca Weinwirtschaft che, per la prima volta, quest’anno, ha eseguito un test del livello qualitativo sulla produzione vinicola delle cantine sociale di Italia, Francia e Germania. Il responso uscito da questo test è che le cantine sociali italiane, con un valutazione media dei vini in concorso di 88 punti, hanno staccando le francesi e le tedesche; Viticultori Associati Canicattì ha contribuito a questo risultato entrando nella classifica "Top 20 Italiane" come prima cantina del sud Italia, piazzandosi al 13 posto con un punteggio che fa leva sugli ottimi risultati dell’Aquilae Nero d’Avola 2008 (89 punti), entrato nei "10 Top Vini Rossi", e dell’Aynat 2007 che ha ottenuto un punteggio di 87 punti nella categoria "Top vini delle Cooperative Italiane". Il dato più significativo per Viticultori Associati Canicattì però, è l’essere l’unica cantina del sud Italia nelle top 20 Italia. Un dato che, se analizzato nel dettaglio, risulta "in controtendenza" visto che nel meridione si combatte con la scarsa mentalità imprenditoriale dei vigneron. "A CVA – spiega il Presidente Giovanni Greco - tanto nel management aziendale quanto in ogni singolo conferitore si respira un’atmosfera di gioco di squadra che, vede in risultati come quello che ci giunge da Weinwirtschaft, il raggiungimento di una piena consapevolezza, a tutti i livelli, di una produzione qualitativamente superiore e rispettosa dell’identità viticola del territorio. Questo traguardo ci riempie tutti d’orgoglio. Ma, la cosa che vogliamo sottolineare come cantina sociale è un’ altra. In Sicilia – prosegue Greco – ad essere minacciata è la sopravvivenza dei piccoli viticoltori che sono costretti, in questa fase congiunturale, a vendere le uve a poco prezzo e a fare ricorso alla pratica della potatura verde per non ‘svendere’ le proprie uve. Nessuno dei nostri soci ha fatto queste azioni perché a CVA siamo impegnati a mantenere, di anno in anno, lo stesso livello di produzione, grazie ad un disciplinare interno, premiando ovviamente la qualità. Il nostro obiettivo è quello di remunerare i viticultori che hanno fatto scelte colturali centrate ad ottenere nel bicchiere sempre più qualità e territorio. Anche questo per noi è fare impresa. Vogliamo sperare - conclude Greco - che, i prezzi bassi delle uve non inneschino ulteriori speculazioni sulla pelle di chi produce nei vigneti da parte di chi, intende comprare le partite migliori a prezzi stracciati. Il vino siciliano di qualità ha bisogno di garantire redditività a chi investe denaro e lavoro nel vigneto ma oggi le dinamiche in atto rischiano di compromettere il mantenimento del patrimonio ampelografico della Sicilia"

 

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10 BUONI MOTIVI PER UN WEEK END NELLA VERDE TUSCIA

Situata nell’Alto Lazio, la provincia di Viterbo offre una natura affascinante, terme, enigmatici reperti etruschi, palazzi e mostri di

pietra. La spettacolare Festa di Santa Rosa il 3 settembre.Il tutto facendo base alla Locanda della Chiocciola a Orte.

 

Questa è la terra degli Etruschi e Tuscia è il nome che è stato attribuito al vasto territorio dell’Etruria nella tarda antichità ed Alto Medioevo. È attraversata dalla Via Francigena, che si snoda tra antichi borghi e colline verdeggianti. Nei dintorni di Orte sorge La Locanda della Chiocciola, piccolo hotel di charme ambientato in un casale del ‘400. La posizione strategica della Locanda, che domina la valle del Tevere, permette di visitare luoghi di notevole interesse archeologico, naturalistico e storico: Viterbo e Tuscania, i laghi di Bolsena e Vico; i giardini di Villa Farnese e di Villa Lante della Rovere e quello dei Mostri di Bomarzo; riserve naturali e siti archeologici etruschi. Dopo le visite ci si rilassa in due nell’intima spa della Locanda e si assaggia la genuina cucina locale.

GLI ETRUSCHI. Alcune delle maggiori testimonianze della civiltà etrusca sono visibili a Tarquinia. Il quattrocentesco Palazzo Vitelleschi ospita il Museo Archeologico, le cui sale accolgono tra l’altro parte della decorazione fittile del Tempio dell’Ara della Regina, come la celebre coppia di cavalli alati e numerosi sarcofagi. La tombe della Necropoli di Monterozzi sono celebri in tutto il mondo per i loro affreschi.

LAGHI E VULCANI. Il paesaggio della Tuscia Viterbese è affascinante per la sua varietà, che poche altre zone d'Italia possono vantare. Le verdi colline e i monti che coprono la Tuscia altro non sono che vulcani e i loro crateri sono colmati da laghi. I maggiori sono il Lago di Bolsena, il Lago di Vico, il Lago di Bracciano e quello più piccolo di Martignano. Molte sono anche le riserve naturali, come quella del lago di Vico (Caprarola), della Valle del Treja (Calcata), di Monte Rufeno (Acquapendente), di Marturanum (Barbarano Romano) e della Valle dei Calanchi (Bagnoregio).

IL PALAZZO DEI PAPI. Viterbo si stringe nell'abbraccio delle mura castellane, con il quartiere medievale, la cattedrale di San Lorenzo e il magnifico Palazzo dei Papi: Viterbo infatti fu sede papale nel XIII secolo e vide succedersi ben sei pontefici. La facciata austera di nuda pietra si prolunga in una loggia leggera. La massiccia scala centrale conduce al Salone del Conclave.

SANTA ROSA
Il 3 settembre Viterbo è scenario di una manifestazione unica al mondo, esaltante, quasi indescrivibile per la sua bellezza, spettacolarità ed emozione. La macchina di Santa Rosa, patrona della città, consiste in una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate, che viene portata a spalla lungo il centro cittadino, tra ali di folla in delirio.

LE CHIESE ROMANICHE DI TUSCANIA. La medievale Tuscanica, collocata su uno sperone tufaceo, conserva fuori dalla sua cinta urbana due magnifiche, famose chiese in stile romanico-lombardo: la Chiesa di San Pietro con il suo mirabile rosone centrale cosmatesco, e la Chiesa di Santa Maria Maggiore dai tre portali ricchissimi di decorazioni e dalla poderosa torre campanaria.

LE TERME. Area vulcanica per eccellenza, la Tuscia è terra ricca di acque termali, La sorgente più famosa è quella del Bullicame, a circa Km.2 da Viterbo, le cui acque sgorgano ad una temperatura di 58°C, ed alimentano le magnifiche Terme dei Papi a Viterbo. La monumentale piscina di oltre 2.000 mq è aperta tutto l’anno con orario continuato (il sabato anche la sera fino all’una di notte). Il piacere di immergersi nelle acque fumanti nei mesi invernali rende questo luogo unico e suggestivo oltre che salutare. Altre sorgenti termali, in parte utilizzate, si trovano nelle vicinanze di Orte e Vetralla con acqua sulfurea a 30 gradi C.

I PRODOTTI TIPICI. La gastronomia del Viterbese è semplice e genuina. Si inizia con una salutare zuppa di legumi o con "l’acquacotta" a base di patate, cicoria, pomodori e cipolla; ottime le paste all’uovo come il tradizionale "fieno" di Canepina, i tipici gnocchi e la gustosa polenta sulla spianatoia. Il pesce è cucinato in tutte le sue varianti, sia lungo il litorale marino che in prossimità dei laghi. Tra le pietanze di carne da ricordare "l'abbacchio" cotto arrosto o alla cacciatora, la "porchetta" e la cacciagione accompagnata da funghi freschi locali. Tra i prodotti caseari artigianali ricordiamo la caciotta, il pecorino e la ricotta. La viticoltura, diffusa in tutto il territorio per le favorevoli condizioni climatiche, offre vini rossi e bianchi, secchi (Est-Est-Est, Colli Etruschi, Colli Cimini) e dolci (Cannaiola di Marta e Aleatico di Gradoli), che ben si accompagnano ai dolcetti casarecci al gusto di nocciola (tozzetti) e castagne dei Monti Cimini. Di grande importanza la produzione di olio extravergine di oliva delle zone di Canino, Vetralla e Bolsena.

I GIARDINI

Molti palazzi e ville principesche esibiscono giardini meravigliosi, come i celebri giardini all’italiana di Palazzo Ruspoli a Vignanello, quelli di Villa Farnese a Caprarola e di Villa Lante a Viterbo. Il centro botanico Moutan di Vitorchiano vanta la più ricca e completa collezione al mondo di peonie, un pezzo di Cina trasportato nel viterbese!

I MOSTRI DI PIETRA. Imperdibile per un turista che visita la zona è il Sacro Bosco di Bomarzo, meglio conosciuto come "Parco dei mostri", che sorge su di un pendio sottostante il castello Orsini. L'autore di questa creazione inconsueta, realizzata nella seconda metà del Cinquecento, è Pirro Ligorio per il principe Pier Francesco Orsini, originale ed eclettico personaggio del Rinascimento italiano. Gli stravaganti "mostri" sono ricavati nei massi di pietra vulcanica sparsi in tutto il parco. I più interessanti sono: il Mascherone, l'Elefante in battaglia e il Drago in lotta coi veltri (evidenti gli influssi asiatici) e la Casetta inclinata.

LA "LOCANDA DELLA CHIOCCIOLA". I proprietari, Roberto e Maria Cristina de Fonseca Pimentel, gestiscono personalmente La Locanda della Chiocciola ed accolgono gli ospiti con calore e cordialità. All’interno del magnifico giardino che circonda la casa si trova una grande piscina (abitualmente aperta dal 1° Maggio a fine Settembre). All’ombra di portici e pergole ci si può rilassare in tutta tranquillità. Il servizio ristorante viene effettuato sia nella sala interna, scaldata in inverno da un maestoso camino del ‘600, sia in giardino sulla terrazza esterna che domina la vallata. Il centro benessere è uno spazio intimo, affacciato con vetrate sulla verde vallata, e viene prenotato da due persone per uso esclusivo. Otto graziose camere dai nomi poetici sono dislocate tra l’antico casale e la dépendance "I Noccioli". L’arredamento è semplice ed accogliente. Prezzo per la camera doppia Standard nel 2010 da 130 a 150 euro. Superiore da 160 a 180 euro.

 

 

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CON LA CUCINA DI UMBERTO VEZZOLI 

L'INTERCONTINENTAL DE LA VILLE DI ROMA

SBARCA AD HONG KONG

 

La cucina italiana sarà protagonista all’interContinental di Hong Kong. L’iniziativa dell’InterContinental De la Ville di Roma vede protagonista lo chef del prestigioso albergo romano, Umberto Vezzoli, che stuzzicherà l’appetito di ospiti curiosi e importanti personaggi del mondo dello spettacolo, politico e finanziario, con sapori, colori e profumi mediterranei. "Sarà un vero e proprio viaggio di insegnamento delle basi della cucina italiana, regionale e di territorio", commenta il famoso chef che promette di conquistare i suoi ospiti non solo con piatti classici, ingredienti e ricette, ma anche "spiegando la differenza dei prodotti autentici come olio di oliva extravergine, l'aceto balsamico, il pane, la pasta, i formaggi, il vino, insomma insegnando a riconoscere la qualità del cibo Italiano, come cucinarlo e come servirlo". Durante il suo soggiorno, Vezzoli terrà anche lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental di Hong Kong, spiegando la filosofia ed il concetto dello stile italiano e la cultura del mangiare; dando informazioni sulle origini delle ricette, la provenienza dei prodotti, sui consorzi di tutela e i marchi che garantiscono la tipicità. Sempre nelle stesse date saranno organizzate cene di gala dedicate a varie regioni, alle quali interverranno personaggi del mondo finanziario, politico e culturale. Presenti all’evento anche i più famosi produttori di vino italiano, i migliori Baroli, il Brunello di Montalcino e le migliori bollicine della Franciacorta. Insomma, una kermesse di cultura e del buon vivere; di prodotti enogastronomici autentici. Il tutto all’insegna dell’eleganza, della perfezione e della semplicità, ingredienti con i quali la cucina italiana si distingue nel mondo.

 

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 A ROMA

LA PUGLIA DEI TRULLI NEL CUORE E…NEL PIATTO

  

 

 

Il profumo, il sapore e i colori della Puglia più autentica, quella che vive nella Valle dei Trulli saranno presentati a Roma il 10 dicembre nello show room delle ceramiche Nicola Fasano di Grottaglie, in via dei Banchi Vecchi 141. La serata di aperitivo a buffet e musica sarà l’occasione per un tuffo nel piacere per gli occhi e per il palato. Insieme alla nuova collezione delle ceramiche “Fasano”, saranno presentati anche i prodotti genuini della Masseria Pavone di Martina Franca. Olio e vino etichettati dalla Masseria Pavone, e tutto ciò che chi ha avuto la fortuna di soggiornare nella splendida masseria restaurata ha potuto gustare, viene riproposto a Roma, servito nei magnifici piatti di ceramica che ne sono il “palcoscenico” ideale. Masseria Pavone ha deciso di diventare etichetta per lanciare un vino e un olio che ne riflettono l’idea di turismo ed ospitalità e che rappresentano le eccellenze dell’intera Puglia. Con l'intento di riproporre un Bianco locale di stile antico, è stato reimpiantato,  in collaborazione con l’azienda i Pastini, un vigneto di Fiano Minutolo, permettendo in questo modo la rivalutazione di un vitigno antichissimo e quasi perduto. Si tratta di un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dal bouquet intenso che ricorda sensazioni di fiori bianchi e gialli, fruttate di uva, pesca bianca, pera e litchi, con un lieve sentore finale di salvia. Il gusto pieno e secco, avvolgente, con una piacevole citrina che permane lungamente in bocca, lo rende particolarmente indicato all’accostamento con antipasti a base di pesce e risotti ai frutti di mare, crostacei e pesce al forno. I vigneti sono a 700 metri della masseria e possono essere visitati durante il soggiorno. Con lo stesso spirito che l’ha resa un avamposto della tradizione abbinata al gusto per lo stile e la raffinatezza, la Masseria Pavone ha inoltre lanciato un olio extravergine di oliva, prodotto in collaborazione con l'oleificio Caroli, che promette di diventare presto un nome ricorrente sulla bocca – e sul pane – di tutti gli appassionati del genere. Estratto da olive sane e raccolte al giusto grado di maturazione negli uliveti della Masseria, dove esistono le condizioni migliori per portare a maturazione le olive più pregiate, dal colore giallo, con riflessi verdi, avvolge ogni pietanza di un intenso profumo di olive fresche. Il suo sapore fruttato, di grande intensità, con fondo delicatamente amarognolo, esalta qualsiasi piatto ed affascina subito il palato, anche quello dei più distratti. Le sue qualità lo rendono insostituibile per arricchire cibi poveri, nonché per gustarlo sui legumi e sulle rinomate frise pugliesi, o nella preparazione dell’impasto dei famosi tarallucci, unitamente al “Bianco Locorotondo Doc”.

 

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                  ROCCA DELLE MACIE AL "GALA ITALIA"  DI NEW YORK               consolidata la sua prestigiosa posizione all’estero

 

L’azienda vitivinicola Rocca delle Macìe partecipa anche quest’anno al ‘Gala Italia’ di New York, la più importante manifestazione del Made in Italy nella Grande Mela. L’azienda di Castellina in Chianti, guidata da Sergio Zingarelli, ha uno storico legame con la manifestazione ed è da sempre presente sul mercato americano che oggi assorbe quasi per il 50 per cento della sua produzione. Fu il padre Italo ad allacciare i primi contatti e a impegnarsi nella promozione negli USA: ora Sergio continua questo percorso impegnativo da un punto di vista dell’organizzazione commerciale, che richiede volontà di accettare la sfida dei mercati, marketing efficace e grande esperienza per gestire sia il problema del cambio dollaro-euro che la grave crisi economica degli ultimi due anni. In generale il 2009, anno particolarmente difficile per le esportazioni, è stato invece proficuo per Rocca delle Macìe in termini di nuovi rapporti commerciali  con operatori esteri che presentano diverse esigenze di mercato: il Brasile, la Svezia, la Svizzera e il Regno Unito. Inoltre il 2009 è stato un anno di ricerca e investimenti anche sui mercati asiatici.  Il Canada poi, che è da anni il suo secondo mercato dopo gli Usa, anche quest'anno si è rivelato uno zoccolo duro per le esportazioni.  Il Quebec in particolare ha visto un incremento di vendita dei vini di fascia alta e sopratutto del Roccato, oltre ad un aumento delle vendite dell'ultimo nato dell'azienda, il Sasyr, che ha avuto un enorme successo anche nei vicini  Stati Uniti. Si tratta di posizioni consolidate che, alla luce degli investimenti realizzati dall’azienda toscana, pongono le basi per crescere ulteriormente nel prossimo futuro. I vini dell’azienda della famiglia Zingarelli alla più importante manifestazione del Made in Italy a New York - Da 25 anni ‘Gala Italia’ mette in evidenza le migliori produzioni italiane alla presenza di oltre 3.000 tra buyers, ristoratori e giornalisti della costa atlantica degli Usa. Le principali case vinicole, i più noti produttori alimentari e i prestigiosi ristoranti italiani hanno già dato la loro adesione alla manifestazione. Un momento molto coinvolgente di Gala Italia sarà rappresentato dal Wine & Food Tasting: per Rocca delle Macìe saranno degustate le varie selezioni del sangiovese che trovano una ottima espressione nel Chianti Classico annata 2007 e nel Ser Gioveto 2003 un blend ottenuto dai migliori cru dell’azienda, nel Sasyr 2006 blend di sangiovese e syrah, e nel Roccato annata 2003, espressione di magica fusione tra il sangiovese e il cabernet sauvignon del territorio chiantigiano. Sarà messo in degustazione anche un bianco, il Vermentino 2008, proveniente dai vigneti maremmani dell’azienda.

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I RISTORANTI FLEUR DE SEL E SOPHIA 

DUE BUONE RAGIONI PER SOGGIORNARE AL KEMPINSKI PALACE HOTEL A PORTOROSE, IN SLOVENIA
Ristoranti e bar all'insegna del gusto e dell’eleganza

 



C’è un motivo in più, anzi due, per soggiornare al Kempinski Palace di Potoroz, sul mare della Slovenia: i ristoranti Fleur de Sel e Sophia, con annessi bar, offrono una carta assolutamente di prim’ordine, grazie alla sapienza culinaria dei due chef. Gli ambienti alternano il bianco hi-tech ai legni tradizionali. C’è un motivo speciale per cui il ristorante gourmet si chiama Sophia: è un omaggio alla Loren, che ha soggiornato qui. I bar, Forma Viva & Ladies’ Saloon, Bubbles & Gentlemen Saloon, Palace Bar e Pool Bar, offrono un’ampia scelta tra chocolaterie e winebar, tra sfizi gastronomici e distillati di pregio.
Sin dagli inizi del Novecento, Portorose è una località balneare e termale alla moda. Alberghi di lusso, profumi mediterranei, palme, rose, la lunghissima spiaggia, ne costituivano – e ne costituiscono tutt’ora - lo scenario incantevole. Dopo la riapertura dell’ottobre 2008 con il brand Kempinski, il Palace aspetta gli ospiti contemporanei per una vacanza da sogno.
Una terrazza sul mare
Per gli avventori del Fleur de Sel lo chef Curt-Daniel Scheffler si affida alla freschezza e ai colori della cucina mediterranea in una reinterpretazione dei piatti tipici sloveni, come l’insalata di sardine di Pirano con uva moscato. L’olio d’oliva trionfa in tutte le pietanze del ristorante, che si segnala per il suo filetto di branzino di Pirano alla griglia con riso selvatico e pesto di peperone giallo. L’arredamento del locale è un soffio di bianco che contrasta da una parte con il teak spazzolato del pavimento e dall’altra con l’azzurro del mare su cui si affaccia la lunga terrazza. Anche la teca del bar, dove vengono serviti 23 tipi diversi di Martini cocktail, richiama l’elemento marino grazie ai cristalli di sale in essa contenuti, prodotto delle saline locali. Il menu cambia ogni due mesi e vengono inseriti prodotti freschi di stagione, come gli asparagi selvatici. I vini sono di provenienza locale, come il merlot Movia che viene imbottigliato appositamente per l’albergo.
In onore della grande Sophia
Il ristorante à la carte Sophia offre una cucina fatta di pietanze ispirate all’Italia. Lo chef Sasha Lenz ama sperimentare combinazioni dei migliori prodotti per ottenere un’armonia di sapori. Fa il “pomodoro dolce”, una tarte tatin di pomodoro al cioccolato, o il millefoglie di yogurt con fragole aromatizzato al basilico con gelato all’amaretto. La crème brulée è invece profumata con il rosmarino. Lenz reinterpreta la tradizione delle ricette italiane con un nuovo stile. Il menù cambia ogni tre settimane. Il piatto “forte” sono le lasagnette al granchio, asparagi selvatici, pomodoro e profumo di dragoncello servite nel carapace del crostaceo. L’ambiente è raffinato ed accogliente, con molte boiserie, camino e tante foto di Sophia a decorare le pareti.
A ciascuno il suo bar
Il Forma Viva & Ladies’ Saloon è un caffè aperto durante i week end. Viene servita pasticceria di alta qualità fatta in casa con il cioccolato Valrhona. Due vetrine espongono tortine fresche e praline e cioccolatini fatti in casa, che si possono anche comperare per asporto, un souvenir dolcissimo della Slovenia. Il dolce della casa è il Kempinski Palace Portoroz di cioccolato e crema con l’immagine della storica facciata Belle Ėpoque dell’albergo. Bubbles & Gentlemen Saloon è il winebar del Kempinski. Esso offre una vasta selezione di spumanti e champagne. Al Palace Bar è invece possibile accostarsi ai distillati rari e di pregio, whisky, porto, cognac, cocktail sia per l’aperitivo che after dinner, accompagnati dalla musica del pianoforte. Infine il Pool Bar offre snack appetitosi tra sandwich, insalate e hamburger innaffiati da coktail come il mojito, o per i più moderati frappé di vari gusti.
Al Kempinski Palace Hotel si respira il sapore della storia: lo splendido edificio mitteleuropeo risale al 1910 ed è stato restaurato accuratamente per mantenerne tutto il fascino. Accanto all’edificio storico è stata costruita un’ala moderna che, così come gli interni dell’hotel, è stata concepita all’insegna di un raffinato design moderno. La giornata, per gli ospiti del Kempinski, inizia in una cornice da sogno: ad accoglierli per la colazione è, infatti, la Crystal Hall, gioiello in stile barocco con una splendida terrazza vista mare. In un hotel concepito per il “benessere” del cliente non poteva mancare una fantastica zona wellness: la Kempinski Rose Spa, con i suoi 1500 mq, offre una piscina interna con jacuzzi (che si collega alla piscina esterna), sauna, bagno turco, zona relax e uno spazio speciale per il trattamento “Rasul” che include un peeling completo, body wrap con fanghi minerali e massaggio con una schiuma aromatizzata. 
L'hotel dispone di 181 camere tutte dotate di aria condizionata, sistema audio-video di ultima generazione, che include TV LCD, telefono, accesso internet, video-on-demand e consolle per video giochi, oltre a mini-bar e cassaforte. Il Kempinski Palace Portoroz offre, inoltre, 7 diversi tipi di suites tutte con vista mare e balcone. Le suites sono  contraddistinte, oltre che dagli arredi lussuosi e da due bagni, anche da un’ampia area soggiorno.

 

 

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LA CUCINA ITALIANA E' TORNATA IN POLONIA

FRA I PROTAGONISTI LA PUGLIA SALENTINA E LA MURGIA DEI TRULLI

             

 

Sono oltre vent’anni che  “Immagine Italia” in collaborazione con la  Federazione Europea della Stampa Turistica (Fest), organizza scambi turistico-culturali con l’Europa dell’Est. E   in quest’ambito ha fatto conoscere l’eno-gastronomia delle varie realtà regionali italiane nei grandi alberghi della Polonia, Cekia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Russia etc Un ruolo particolare ha sempre avuto la Puglia, soprattutto con la Polonia, i cui interscambi risalgono  a secoli addietro, quando la capitale era ancora Cracovia e regina del Paese era l’italiana Bona Sforza.

Fu quello un periodo di ottimi rapporti con la Puglia e agli scambi culturali, si affiancarono, non meno importanti, quelli commerciali che diedero ai polacchi la possibilità di conoscere molti prodotti della terra che fino allora non erano conosciuti nel loro Paese.

Fu cosi, ad esempio, che i contadini pugliesi portarono in Polonia le patate, che i polacchi impararono a coltivare e dalle quali in seguito cominciarono a produrre la vodka. Anche molti altri ortaggi furono scoperti, come il cavolo cappuccio che ancora oggi in Polonia viene chiamato “cavolo italiano”. Che dire poi dei vini che la Polonia  non produce a causa del clima.

Alla Corte Reale arrivavano i bianchi della Murgia barese, come il “Locorotondo” e i rossi salentini, mentre il Capitolo della città di Ostuni (feudo della Bona Sforza), donava ogni anno, l’olio d’oliva.

Una tradizione ripresa, come dicevamo dal 1982, grazie al giornalista  Antonio Conte  e che continua, da oltre vent’anni, in varie riprese. Una iniziativa che nel 1990, fece innammorare della Puglia persino Barbara Jaruzelzka, allora “Prima Donna” del Paese, moglie dell’omonimo generale, dopo aver gustato le “orecchiette” ed altre specialità nostrane, accompagnate dai vini pugliesi.

Volle sapere da dove venivano i prodotti eno-gastronomici che definì squisitissimi e dopo qualche mese volle visitare la Puglia, sostando anche sulla tomba della regina Bona Sforza, sepolta  a Bari, nella cattedrale di S. Nicola e a marzo scorso,  l’enogastronomia italiana è stata ancora protagonista nella “23^ Italy Image-, Giornate della Cucina Italiana,” che si è svolta a Cracovia, in concomitanza con la 25^ edizione dei Premi Europei "Benemeriti del Turismo e dell'Ospitalità  & Una Vita per  il Turismo. In quest’ambito, anche la Puglia tornerà protagonista. Infatti, all’iniziativa ha aderito la Provincia di Lecce che è stata presente con una delegazione guidata dall’assessore alle Politiche Comunitarie, Cosimo Durante e dal presidente dell’Istituto Mediterraneo del Salento Luigi De Luca.

A questo scopo si sono avuti incontri con i direttori di alberghi e ristoratori, nonché con gli importatori per degustazioni guidate di vini, olio d’oliva e altri prodotti tipici.

 

E’ stata un’occasione veramente importante – dicono gli organizzatori – soprattutto ora che la Polonia, a pieno titolo è entrata a far parte dell’Unione Europea; un Paese da sempre protagonista della storia del nostro continente ed anello di congiunzione fra la cultura europea e quella slava. Alle manifestazioni sono intervenuti, unitamente agli addetti ai lavori, le autorità civili, i rappresentanti del turismo, oltre alla stampa e alle radio e televisioni polacche che da sempre seguono con vivo interesse queste manifestazioni. Fra i Partners tradizionali .PASTA DIVELLA e i vini della Cantina "Crifo" di Ruvo di Puglia coni vini della Murgia.

L’organizzazione tecnica dall’Italia è della “Travel Production s.r.l.” di Roma in collaborazione con  “Holiday Travel” di Varsavia e  con la European Federation Tourist Press e il Club Europeo dei Benemeriti del Turismo e dell'Ospitalità.