
DALLA RIVISTA TEDESCA
WEINWIRTSCHAFT
Viticultori Associati Canicattì
Migliore Cantina Sociale del Sud
Italia
Aynat
e Aquilae Nero D’Avola tra gli
"ottimi"
Il 2010
sicuramente sarà un anno che
rimarrà a lungo scolpito nella
memoria dei 480 soci di
Viticultori Associati Canicattì.
Un altro prestigioso riconoscimento
internazionale, infatti, si aggiunge
a quelli già in bacheca,
rinsaldando più che mai, alla
vigilia della nuova annata (da pochi
giorni è iniziata la vendemmia),
quella svolta sulla ricerca della
qualità intrapresa dal management
aziendale. Questa
volta ad essere premiato non è solo
un vino. La fiducia degli addetti ai
lavori si allarga a tutta l’azienda
grazie alla rivista tedesca Weinwirtschaft
che, per la prima volta, quest’anno,
ha eseguito un test del livello
qualitativo sulla produzione
vinicola delle cantine sociale di
Italia, Francia e Germania. Il
responso uscito da questo test è
che le cantine sociali italiane, con
un valutazione media dei vini in
concorso di 88 punti, hanno
staccando le francesi e le tedesche;
Viticultori Associati Canicattì ha
contribuito a questo risultato
entrando nella classifica "Top
20 Italiane" come prima
cantina del sud Italia, piazzandosi
al 13 posto con un punteggio
che fa leva sugli ottimi risultati
dell’Aquilae Nero d’Avola
2008 (89 punti), entrato nei
"10 Top Vini Rossi", e
dell’Aynat 2007 che ha
ottenuto un punteggio di 87 punti
nella categoria "Top vini delle
Cooperative Italiane". Il
dato più significativo per
Viticultori Associati Canicattì
però, è l’essere l’unica
cantina del sud Italia nelle top 20
Italia. Un dato che, se analizzato
nel dettaglio, risulta "in
controtendenza" visto che nel
meridione si combatte con la scarsa
mentalità imprenditoriale dei
vigneron. "A
CVA – spiega il Presidente Giovanni
Greco - tanto nel management
aziendale quanto in ogni singolo
conferitore si respira un’atmosfera
di gioco di squadra che, vede in
risultati come quello che ci giunge
da Weinwirtschaft, il
raggiungimento di una piena
consapevolezza, a tutti i livelli,
di una produzione qualitativamente
superiore e rispettosa dell’identità
viticola del territorio. Questo
traguardo ci riempie tutti d’orgoglio.
Ma, la cosa che vogliamo
sottolineare come cantina sociale è
un’ altra. In Sicilia – prosegue
Greco – ad essere minacciata è la
sopravvivenza dei piccoli
viticoltori che sono costretti, in
questa fase congiunturale, a vendere
le uve a poco prezzo e a fare
ricorso alla pratica della potatura
verde per non ‘svendere’ le
proprie uve. Nessuno dei nostri soci
ha fatto queste azioni perché a CVA
siamo impegnati a mantenere, di anno
in anno, lo stesso livello di
produzione, grazie ad un
disciplinare interno, premiando
ovviamente la qualità. Il nostro
obiettivo è quello di remunerare i
viticultori che hanno fatto scelte
colturali centrate ad ottenere nel
bicchiere sempre più qualità e
territorio. Anche questo per noi è
fare impresa. Vogliamo sperare -
conclude Greco - che, i prezzi bassi
delle uve non inneschino ulteriori
speculazioni sulla pelle di chi
produce nei vigneti da parte di chi,
intende comprare le partite migliori
a prezzi stracciati. Il vino
siciliano di qualità ha bisogno di
garantire redditività a chi investe
denaro e lavoro nel vigneto ma oggi
le dinamiche in atto rischiano di
compromettere il mantenimento del
patrimonio ampelografico della
Sicilia"
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10
BUONI MOTIVI PER UN WEEK END NELLA
VERDE TUSCIA
Situata
nell’Alto Lazio, la provincia di
Viterbo offre una natura
affascinante, terme, enigmatici
reperti etruschi, palazzi e mostri
di
pietra.
La spettacolare Festa di Santa Rosa
il
3 settembre.Il tutto facendo base
alla Locanda della Chiocciola a Orte.
Questa è la
terra degli Etruschi e Tuscia è il
nome che è stato attribuito al
vasto territorio dell’Etruria
nella tarda antichità ed Alto
Medioevo. È attraversata dalla Via
Francigena, che si snoda tra antichi
borghi e colline verdeggianti. Nei
dintorni di Orte sorge La Locanda
della Chiocciola, piccolo hotel di
charme ambientato in un casale del
‘400. La
posizione strategica della Locanda,
che domina la valle del Tevere,
permette di visitare luoghi di
notevole interesse archeologico,
naturalistico e storico: Viterbo e
Tuscania, i laghi di Bolsena e Vico;
i giardini di Villa Farnese e di
Villa Lante della Rovere e quello
dei Mostri di Bomarzo; riserve
naturali e siti archeologici
etruschi. Dopo le visite ci si
rilassa in due nell’intima spa
della Locanda e si assaggia
la genuina cucina locale.
GLI ETRUSCHI .
Alcune
delle maggiori testimonianze della
civiltà etrusca sono visibili a
Tarquinia. Il quattrocentesco
Palazzo Vitelleschi ospita il Museo
Archeologico, le cui sale accolgono
tra l’altro parte della
decorazione fittile del Tempio dell’Ara
della Regina, come la celebre coppia
di cavalli alati e numerosi
sarcofagi. La tombe della Necropoli
di Monterozzi sono celebri in tutto
il mondo per i loro affreschi.
LAGHI E VULCANI.
Il
paesaggio della Tuscia Viterbese è
affascinante per la sua varietà,
che poche altre zone d'Italia
possono vantare. Le verdi colline e
i monti che coprono la Tuscia altro
non sono che vulcani e i loro
crateri sono colmati da laghi. I
maggiori sono il Lago di Bolsena, il
Lago di Vico, il Lago di Bracciano e
quello più piccolo di Martignano.
Molte sono anche le riserve
naturali, come quella del lago di
Vico (Caprarola), della Valle del
Treja (Calcata), di Monte Rufeno (Acquapendente),
di Marturanum (Barbarano Romano) e
della Valle dei Calanchi (Bagnoregio).
IL PALAZZO DEI
PAPI . Viterbo
si stringe nell'abbraccio delle mura
castellane, con il quartiere
medievale, la cattedrale di San
Lorenzo e il magnifico Palazzo dei
Papi: Viterbo infatti fu sede papale
nel XIII secolo e vide succedersi
ben sei pontefici. La facciata
austera di nuda pietra si prolunga
in una loggia leggera. La massiccia
scala centrale conduce al Salone del
Conclave.
SANTA ROSA
Il 3 settembre Viterbo
è scenario di una
manifestazione unica al mondo,
esaltante, quasi indescrivibile per
la sua bellezza, spettacolarità ed
emozione. La macchina di
Santa Rosa, patrona della città,
consiste in una torre illuminata
da fiaccole e luci elettriche,
alta circa trenta metri e pesante
cinque tonnellate, che viene portata
a spalla lungo il centro cittadino,
tra ali di folla in delirio.
LE CHIESE
ROMANICHE DI TUSCANIA .
La
medievale Tuscanica, collocata su
uno sperone tufaceo, conserva fuori
dalla sua cinta urbana due
magnifiche, famose chiese in stile
romanico-lombardo: la Chiesa di San
Pietro con il suo mirabile rosone
centrale cosmatesco, e la Chiesa di
Santa Maria Maggiore dai tre portali
ricchissimi di decorazioni e dalla
poderosa torre campanaria.
LE TERME.
Area
vulcanica per eccellenza, la Tuscia
è terra ricca di acque termali, La
sorgente più famosa è quella del
Bullicame, a circa Km.2 da Viterbo,
le cui acque sgorgano ad una
temperatura di 58°C, ed alimentano
le magnifiche Terme dei Papi a
Viterbo. La monumentale piscina di
oltre 2.000 mq è aperta tutto l’anno
con orario continuato (il sabato
anche la sera fino all’una di
notte). Il piacere di immergersi
nelle acque fumanti nei mesi
invernali rende questo luogo unico e
suggestivo oltre che salutare. Altre
sorgenti termali, in parte
utilizzate, si trovano nelle
vicinanze di Orte e Vetralla con
acqua sulfurea a 30 gradi C.
I PRODOTTI TIPICI .
La
gastronomia del Viterbese è
semplice e genuina. Si inizia con
una salutare zuppa di legumi o con
"l’acquacotta" a base di
patate, cicoria, pomodori e cipolla;
ottime le paste all’uovo come il
tradizionale "fieno" di
Canepina, i tipici gnocchi e la
gustosa polenta sulla spianatoia. Il
pesce è cucinato in tutte le sue
varianti, sia lungo il litorale
marino che in prossimità dei laghi.
Tra le pietanze di carne da
ricordare "l'abbacchio"
cotto arrosto o alla cacciatora, la
"porchetta" e la
cacciagione accompagnata da funghi
freschi locali. Tra i prodotti
caseari artigianali ricordiamo la
caciotta, il pecorino e la ricotta.
La viticoltura, diffusa in tutto il
territorio per le favorevoli
condizioni climatiche, offre vini
rossi e bianchi, secchi (Est-Est-Est,
Colli Etruschi, Colli Cimini) e
dolci (Cannaiola di Marta e Aleatico
di Gradoli), che ben si accompagnano
ai dolcetti casarecci al gusto di
nocciola (tozzetti) e castagne dei
Monti Cimini. Di grande importanza
la produzione di olio extravergine
di oliva delle zone di Canino,
Vetralla e Bolsena.
I GIARDINI
Molti palazzi e
ville principesche esibiscono
giardini meravigliosi, come i
celebri giardini all’italiana di
Palazzo Ruspoli a Vignanello, quelli
di Villa Farnese a Caprarola e di
Villa Lante a Viterbo. Il centro
botanico Moutan di Vitorchiano vanta
la più ricca e completa collezione
al mondo di peonie, un pezzo di Cina
trasportato nel viterbese!
I MOSTRI DI
PIETRA . Imperdibile
per un turista che visita la zona è
il Sacro Bosco di Bomarzo, meglio
conosciuto come "Parco dei
mostri", che sorge su di un
pendio sottostante il castello
Orsini. L'autore di questa creazione
inconsueta, realizzata nella seconda
metà del Cinquecento, è Pirro
Ligorio per il principe Pier
Francesco Orsini, originale ed
eclettico personaggio del
Rinascimento italiano. Gli
stravaganti "mostri" sono
ricavati nei massi di pietra
vulcanica sparsi in tutto il parco.
I più interessanti sono: il
Mascherone, l'Elefante in
battaglia e il Drago in lotta coi
veltri (evidenti gli influssi
asiatici) e la Casetta inclinata.
LA "LOCANDA
DELLA CHIOCCIOLA" .
I
proprietari, Roberto e Maria
Cristina de Fonseca Pimentel,
gestiscono personalmente La
Locanda della Chiocciola ed
accolgono gli ospiti con calore e
cordialità.
All’interno
del magnifico giardino che circonda
la casa si trova una grande piscina
(abitualmente aperta dal 1° Maggio
a fine Settembre). All’ombra di
portici e pergole ci si può
rilassare in tutta tranquillità. Il
servizio ristorante viene effettuato
sia nella sala interna, scaldata in
inverno da un maestoso camino del
‘600, sia in giardino sulla
terrazza esterna che domina la
vallata. Il centro benessere è uno
spazio intimo, affacciato con
vetrate sulla verde vallata, e viene
prenotato da due persone per uso
esclusivo. Otto graziose camere dai
nomi poetici sono dislocate tra l’antico
casale e la dépendance "I
Noccioli". L’arredamento è
semplice ed accogliente. Prezzo per
la camera doppia Standard nel 2010
da 130 a 150 euro. Superiore da 160
a 180 euro.
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CON
LA CUCINA DI UMBERTO VEZZOLI
L'INTERCONTINENTAL
DE LA VILLE DI ROMA
SBARCA
AD HONG KONG
La
cucina italiana sarà protagonista
all’interContinental di Hong Kong.
L’iniziativa dell’InterContinental
De la Ville di Roma vede
protagonista lo chef del prestigioso
albergo romano, Umberto Vezzoli, che
stuzzicherà l’appetito di ospiti
curiosi e importanti personaggi del
mondo dello spettacolo, politico e
finanziario, con sapori, colori e
profumi mediterranei. "Sarà un
vero e proprio viaggio di
insegnamento delle basi della cucina
italiana, regionale e di
territorio", commenta il famoso
chef che promette di conquistare i
suoi ospiti non solo con piatti
classici, ingredienti e ricette, ma
anche "spiegando la differenza
dei prodotti autentici come olio di
oliva extravergine, l'aceto
balsamico, il pane, la pasta, i
formaggi, il vino, insomma
insegnando a riconoscere la qualità
del cibo Italiano, come cucinarlo e
come servirlo". Durante il suo
soggiorno, Vezzoli terrà anche
lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental
di Hong Kong, spiegando la filosofia
ed il concetto dello stile italiano
e la cultura del mangiare; dando
informazioni sulle origini delle
ricette, la provenienza dei
prodotti, sui consorzi di tutela e i
marchi che garantiscono la
tipicità. Sempre nelle stesse date
saranno organizzate cene di gala
dedicate a varie regioni, alle quali
interverranno personaggi del mondo
finanziario, politico e culturale.
Presenti
all’evento anche i più famosi
produttori di vino italiano, i
migliori Baroli, il Brunello di
Montalcino e le migliori bollicine
della Franciacorta. Insomma, una
kermesse di cultura e del buon
vivere; di prodotti enogastronomici
autentici. Il tutto all’insegna
dell’eleganza, della perfezione e
della semplicità, ingredienti con i
quali la cucina italiana si
distingue nel mondo.
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A ROMA
LA
PUGLIA DEI TRULLI NEL CUORE E…NEL
PIATTO
 
Il
profumo, il sapore e i colori della
Puglia più autentica, quella che
vive nella Valle dei Trulli saranno
presentati a Roma il 10 dicembre
nello show room delle ceramiche
Nicola Fasano di Grottaglie, in via
dei Banchi Vecchi 141. La serata di
aperitivo a buffet e musica sarà
l’occasione per un tuffo nel
piacere per gli occhi e per il
palato. Insieme alla nuova
collezione delle ceramiche “Fasano”,
saranno presentati anche i prodotti
genuini della Masseria
Pavone di Martina Franca. Olio e vino etichettati dalla Masseria Pavone, e
tutto ciò che chi ha avuto la
fortuna di soggiornare nella
splendida masseria restaurata ha
potuto gustare, viene riproposto a
Roma, servito nei magnifici piatti
di ceramica che ne sono il
“palcoscenico” ideale. Masseria
Pavone ha deciso di diventare
etichetta per lanciare un vino e un
olio che ne riflettono l’idea di
turismo ed ospitalità e che
rappresentano le eccellenze
dell’intera Puglia. Con l'intento
di riproporre un Bianco locale di
stile antico, è stato reimpiantato,
in collaborazione con
l’azienda i Pastini, un vigneto
di Fiano
Minutolo, permettendo in questo
modo la rivalutazione di un vitigno
antichissimo e quasi perduto. Si
tratta di un vino dal colore giallo
paglierino con riflessi verdolini,
dal bouquet intenso che ricorda
sensazioni di fiori bianchi e
gialli, fruttate di uva, pesca
bianca, pera e litchi, con un lieve
sentore finale di salvia. Il gusto
pieno e secco, avvolgente, con una
piacevole citrina che permane
lungamente in bocca, lo rende
particolarmente indicato
all’accostamento con antipasti a
base di pesce e risotti ai frutti di
mare, crostacei e pesce al forno. I
vigneti sono a 700 metri della
masseria e possono essere visitati
durante il soggiorno. Con lo stesso
spirito che l’ha resa un avamposto
della tradizione abbinata al gusto
per lo stile e la raffinatezza, la
Masseria Pavone ha inoltre lanciato
un olio
extravergine di oliva, prodotto
in collaborazione con l'oleificio
Caroli, che promette di diventare
presto un nome ricorrente sulla
bocca – e sul pane – di tutti
gli appassionati del genere.
Estratto da olive sane e raccolte al
giusto grado di maturazione negli
uliveti della Masseria, dove
esistono le condizioni migliori per
portare a maturazione le olive più
pregiate, dal colore giallo, con
riflessi verdi, avvolge ogni
pietanza di un intenso profumo di
olive fresche. Il suo sapore
fruttato, di grande intensità, con
fondo delicatamente amarognolo,
esalta qualsiasi piatto ed affascina
subito il palato, anche quello dei
più distratti. Le sue qualità lo
rendono insostituibile per
arricchire cibi poveri, nonché per
gustarlo sui legumi e sulle rinomate
frise pugliesi, o nella preparazione
dell’impasto dei famosi tarallucci,
unitamente al “Bianco Locorotondo
Doc”.
_____________
ROCCA DELLE MACIE AL "GALA ITALIA"
DI NEW YORK
consolidata
la sua prestigiosa posizione all’estero
L’azienda
vitivinicola Rocca delle Macìe
partecipa anche quest’anno al ‘Gala
Italia’ di New York, la più
importante manifestazione del Made in
Italy nella Grande Mela. L’azienda
di Castellina in Chianti, guidata da
Sergio Zingarelli, ha uno storico
legame con la manifestazione ed è da
sempre presente sul mercato americano
che oggi assorbe quasi per il 50 per
cento della sua produzione. Fu il
padre Italo ad allacciare i primi
contatti e a impegnarsi nella
promozione negli USA: ora Sergio
continua questo percorso impegnativo
da un punto di vista dell’organizzazione
commerciale, che richiede volontà di
accettare la sfida dei mercati,
marketing efficace e grande esperienza
per gestire sia il problema del cambio
dollaro-euro che la grave crisi
economica degli ultimi due anni.
In
generale il 2009, anno particolarmente
difficile per le esportazioni, è
stato invece proficuo per Rocca delle
Macìe in termini di nuovi rapporti
commerciali con operatori esteri
che presentano diverse esigenze di
mercato: il Brasile, la Svezia, la
Svizzera e il Regno Unito. Inoltre il
2009 è stato un anno di ricerca e
investimenti anche sui mercati
asiatici. Il Canada poi, che è
da anni il suo secondo mercato dopo
gli Usa, anche quest'anno si è
rivelato uno zoccolo duro per le
esportazioni. Il Quebec in
particolare ha visto un incremento di
vendita dei vini di fascia alta e
sopratutto del Roccato, oltre ad un
aumento delle vendite dell'ultimo nato
dell'azienda, il Sasyr, che ha avuto
un enorme successo anche nei vicini
Stati Uniti. Si tratta di
posizioni consolidate che, alla luce
degli investimenti realizzati dall’azienda
toscana, pongono le basi per crescere
ulteriormente nel prossimo futuro.
I
vini dell’azienda della famiglia
Zingarelli alla più importante
manifestazione del Made in Italy a New
York - Da 25 anni ‘Gala Italia’
mette in evidenza le migliori
produzioni italiane alla presenza di
oltre 3.000 tra buyers, ristoratori e
giornalisti della costa atlantica
degli Usa. Le principali case
vinicole, i più noti produttori
alimentari e i prestigiosi ristoranti
italiani hanno già dato la loro
adesione alla manifestazione. Un
momento molto coinvolgente di Gala
Italia sarà rappresentato dal Wine
& Food Tasting: per Rocca delle
Macìe saranno degustate le varie
selezioni del sangiovese che trovano
una ottima espressione nel Chianti
Classico annata 2007 e nel Ser Gioveto
2003 un blend ottenuto dai migliori
cru dell’azienda, nel Sasyr 2006
blend di sangiovese e syrah, e nel
Roccato annata 2003, espressione di
magica fusione tra il sangiovese e il
cabernet sauvignon del territorio
chiantigiano. Sarà messo in
degustazione anche un bianco, il
Vermentino 2008, proveniente dai
vigneti maremmani dell’azienda.
_____________
I
RISTORANTI FLEUR DE SEL E SOPHIA
DUE
BUONE RAGIONI PER SOGGIORNARE AL
KEMPINSKI PALACE HOTEL A PORTOROSE,
IN SLOVENIA
Ristoranti e bar all'insegna del gusto
e dell’eleganza

C’è un motivo in più, anzi due,
per soggiornare al Kempinski Palace
di Potoroz, sul mare della Slovenia:
i ristoranti Fleur de Sel e Sophia,
con annessi bar, offrono una carta
assolutamente di prim’ordine,
grazie alla sapienza culinaria dei
due chef. Gli ambienti alternano il
bianco hi-tech ai legni
tradizionali. C’è un motivo
speciale per cui il ristorante
gourmet si chiama Sophia: è un
omaggio alla Loren, che ha
soggiornato qui. I bar, Forma Viva
& Ladies’ Saloon, Bubbles
& Gentlemen Saloon, Palace Bar e
Pool Bar, offrono un’ampia scelta
tra chocolaterie e winebar, tra
sfizi gastronomici e distillati di
pregio.
Sin dagli inizi del Novecento,
Portorose è una località balneare
e termale alla moda. Alberghi di
lusso, profumi mediterranei, palme,
rose, la lunghissima spiaggia, ne
costituivano – e ne costituiscono
tutt’ora - lo scenario
incantevole. Dopo la riapertura
dell’ottobre 2008 con il brand
Kempinski, il Palace aspetta gli
ospiti contemporanei per una vacanza
da sogno.
Una terrazza sul mare
Per gli avventori del Fleur de Sel
lo chef Curt-Daniel Scheffler si
affida alla freschezza e ai colori
della cucina mediterranea in una
reinterpretazione dei piatti tipici
sloveni, come l’insalata di
sardine di Pirano con uva moscato.
L’olio d’oliva trionfa in tutte
le pietanze del ristorante, che si
segnala per il suo filetto di
branzino di Pirano alla griglia con
riso selvatico e pesto di peperone
giallo. L’arredamento del locale
è un soffio di bianco che contrasta
da una parte con il teak spazzolato
del pavimento e dall’altra con
l’azzurro del mare su cui si
affaccia la lunga terrazza. Anche la
teca del bar, dove vengono serviti
23 tipi diversi di Martini cocktail,
richiama l’elemento marino grazie
ai cristalli di sale in essa
contenuti, prodotto delle saline
locali. Il menu cambia ogni due mesi
e vengono inseriti prodotti freschi
di stagione, come gli asparagi
selvatici. I vini sono di
provenienza locale, come il merlot
Movia che viene imbottigliato
appositamente per l’albergo.
In onore della grande Sophia
Il ristorante à la carte Sophia
offre una cucina fatta di pietanze
ispirate all’Italia. Lo chef Sasha
Lenz ama sperimentare combinazioni
dei migliori prodotti per ottenere
un’armonia di sapori. Fa il
“pomodoro dolce”, una tarte
tatin di pomodoro al cioccolato, o
il millefoglie di yogurt con fragole
aromatizzato al basilico con gelato
all’amaretto. La crème brulée è
invece profumata con il rosmarino.
Lenz reinterpreta la tradizione
delle ricette italiane con un nuovo
stile. Il menù cambia ogni tre
settimane. Il piatto “forte”
sono le lasagnette al granchio,
asparagi selvatici, pomodoro e
profumo di dragoncello servite nel
carapace del crostaceo. L’ambiente
è raffinato ed accogliente, con
molte boiserie, camino e tante foto
di Sophia a decorare le pareti.
A ciascuno il suo bar
Il Forma Viva & Ladies’ Saloon
è un caffè aperto durante i week
end. Viene servita pasticceria di
alta qualità fatta in casa con il
cioccolato Valrhona. Due vetrine
espongono tortine fresche e praline
e cioccolatini fatti in casa, che si
possono anche comperare per asporto,
un souvenir dolcissimo della
Slovenia. Il dolce della casa è il
Kempinski Palace Portoroz di
cioccolato e crema con l’immagine
della storica facciata Belle Ėpoque
dell’albergo. Bubbles &
Gentlemen Saloon è il winebar del
Kempinski. Esso offre una vasta
selezione di spumanti e champagne.
Al Palace Bar è invece possibile
accostarsi ai distillati rari e di
pregio, whisky, porto, cognac,
cocktail sia per l’aperitivo che
after dinner, accompagnati dalla
musica del pianoforte. Infine il
Pool Bar offre snack appetitosi tra
sandwich, insalate e hamburger
innaffiati da coktail come il mojito,
o per i più moderati frappé di
vari gusti.
Al Kempinski Palace Hotel si respira
il sapore della storia: lo splendido
edificio mitteleuropeo risale al
1910 ed è stato restaurato
accuratamente per mantenerne tutto
il fascino. Accanto all’edificio
storico è stata costruita un’ala
moderna che, così come gli interni
dell’hotel, è stata concepita
all’insegna di un raffinato design
moderno. La giornata, per gli ospiti
del Kempinski, inizia in una cornice
da sogno: ad accoglierli per la
colazione è, infatti, la Crystal
Hall, gioiello in stile barocco con
una splendida terrazza vista mare.
In un hotel concepito per il
“benessere” del cliente non
poteva mancare una fantastica zona
wellness: la Kempinski Rose Spa, con
i suoi 1500 mq, offre una piscina
interna con jacuzzi (che si collega
alla piscina esterna), sauna, bagno
turco, zona relax e uno spazio
speciale per il trattamento
“Rasul” che include un peeling
completo, body wrap con fanghi
minerali e massaggio con una schiuma
aromatizzata.
L'hotel dispone di 181 camere tutte
dotate di aria condizionata, sistema
audio-video di ultima generazione,
che include TV LCD, telefono,
accesso internet, video-on-demand e
consolle per video giochi, oltre a
mini-bar e cassaforte. Il Kempinski
Palace Portoroz offre, inoltre, 7
diversi tipi di suites tutte con
vista mare e balcone. Le suites sono
contraddistinte, oltre che dagli
arredi lussuosi e da due bagni,
anche da un’ampia area soggiorno.
___________
|
LA
CUCINA ITALIANA E'
TORNATA IN POLONIA
FRA
I PROTAGONISTI LA PUGLIA
SALENTINA E LA MURGIA
DEI TRULLI

Sono
oltre vent’anni che
“Immagine
Italia” in
collaborazione con la
Federazione
Europea della Stampa
Turistica (Fest),
organizza scambi
turistico-culturali con
l’Europa dell’Est. E
in quest’ambito
ha fatto conoscere
l’eno-gastronomia
delle varie realtà
regionali italiane nei
grandi alberghi
della Polonia, Cekia,
Slovacchia, Ungheria,
Romania, Russia etc Un
ruolo particolare ha
sempre avuto la Puglia,
soprattutto con la
Polonia, i cui
interscambi risalgono
a secoli
addietro, quando la
capitale era ancora
Cracovia e regina del
Paese era l’italiana Bona
Sforza.
Fu
quello un periodo di
ottimi rapporti con la
Puglia e agli scambi
culturali, si
affiancarono, non meno
importanti, quelli
commerciali che diedero
ai polacchi la
possibilità di
conoscere molti prodotti
della terra che fino
allora non erano
conosciuti nel loro
Paese.
Fu
cosi, ad esempio, che i contadini
pugliesi portarono in
Polonia le patate, che i
polacchi impararono a
coltivare e dalle quali
in seguito cominciarono
a produrre la vodka.
Anche molti altri
ortaggi furono scoperti,
come il cavolo cappuccio
che ancora oggi in
Polonia viene chiamato “cavolo
italiano”. Che
dire poi dei vini che la
Polonia
non produce a
causa del clima.
Alla
Corte Reale arrivavano i
bianchi della Murgia
barese, come il
“Locorotondo” e i
rossi salentini, mentre
il Capitolo della città
di Ostuni (feudo della
Bona Sforza), donava
ogni anno, l’olio
d’oliva.
Una
tradizione ripresa, come
dicevamo dal 1982, grazie
al giornalista
Antonio
Conte
e che continua,
da oltre vent’anni, in
varie riprese. Una
iniziativa che nel 1990,
fece innammorare della
Puglia persino Barbara
Jaruzelzka, allora
“Prima Donna” del
Paese, moglie
dell’omonimo generale,
dopo aver gustato le
“orecchiette” ed
altre specialità
nostrane, accompagnate
dai vini pugliesi.
Volle
sapere da dove venivano
i prodotti
eno-gastronomici che
definì squisitissimi e
dopo qualche mese volle
visitare la Puglia,
sostando anche sulla
tomba della regina Bona
Sforza, sepolta
a Bari, nella
cattedrale di S. Nicola
e a marzo scorso,
l’enogastronomia
italiana è stata ancora
protagonista nella “23^
Italy Image-,
Giornate
della Cucina
Italiana,” che
si è svolta a Cracovia,
in concomitanza con la
25^ edizione dei Premi
Europei "Benemeriti
del Turismo e
dell'Ospitalità
& Una Vita
per
il Turismo.”
In
quest’ambito, anche la
Puglia tornerà
protagonista. Infatti, all’iniziativa
ha aderito la
Provincia di Lecce che
è stata presente con una
delegazione guidata
dall’assessore alle
Politiche Comunitarie,
Cosimo Durante e dal
presidente
dell’Istituto
Mediterraneo del Salento
Luigi De Luca.
A
questo scopo si sono
avuti incontri con i
direttori di alberghi e
ristoratori, nonché con
gli importatori per
degustazioni guidate di
vini, olio d’oliva e
altri prodotti tipici.

E’
stata un’occasione veramente
importante – dicono
gli organizzatori –
soprattutto ora che la
Polonia, a pieno titolo
è entrata a far parte
dell’Unione Europea;
un Paese da sempre
protagonista della
storia del nostro
continente ed anello di
congiunzione fra la
cultura europea e quella
slava.
Alle
manifestazioni sono
intervenuti,
unitamente agli addetti
ai lavori, le autorità
civili, i rappresentanti
del turismo, oltre alla
stampa e alle radio e
televisioni polacche che da
sempre seguono con vivo
interesse queste
manifestazioni. Fra i
Partners tradizionali .PASTA
DIVELLA e i vini della
Cantina "Crifo"
di Ruvo di Puglia coni
vini della Murgia.
L’organizzazione
tecnica dall’Italia è
della “Travel
Production s.r.l.” di
Roma in collaborazione
con
“Holiday Travel”
di Varsavia e
con la European
Federation Tourist Press
e il Club Europeo dei
Benemeriti del Turismo e
dell'Ospitalità.
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