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LA VIA DELLE ROCCHE
IL TRATTO CECO DELLA BURGENSTRASSE
Chi non conosce i grandi manieri fatati
della Baviera, in Germania? Ma oltre confine che cosa c’è?
Oltre confine, ecco altre splendide fortezze e residenze
reali: sono i castelli della Repubblica Ceca. Corre
infatti proprio su suolo ceco l’ultimo, incantevole
strappo della celebre Burgenstrasse-La via delle Rocche,
suggestivo itinerario turistico –tra i più
affascinanti dell’Europa Centrale- che da Mannheim
conduce a Praga tra torrioni, mura merlate e fossati.
Istituita nel 1954 in Germania, la
Via delle Rocche fu immediatamente fatta proseguire fino
a Praga non appena crollò la cortina di ferro e oggi
offre al moderno viandante oltre 1000 chilometri di
percorso, che collegano centinaia di destinazioni
uniche. I gioielli del tratto ceco sono quattordici
castelli e un monastero, tutti bellissimi,
custodi di una storia antica, testimoni di saghe e
scrigno di leggende… Anche in terra ceca, insomma, il
viaggio nel tempo prosegue tra atmosfere di fiaba, sulle
orme di re, imperatori, vescovi, duchi, cavalieri. Ma
anche, perché no, di draghi, fantasmi ed eroi.
FORTEZZE, RESIDENZE E MONASTERI DI BOEMIA
Non solo castelli e nobili residenze,
ma anche borghi sospesi nel tempo e celebri centri
termali già cari agli Asburgo, collegati da un unico
itinerario dai panorami unici, perfetto da percorrere in
auto, pullman o moto, in treno, in bicicletta, a piedi o
via fiume. Vediamone le tappe salienti, in un crescendo
che culmina nel "castello dei castelli":
quello di Praga. Dopo l’ultima rocca tedesca, quella
di Bayreuth, appena varcato il confine ceco, si
susseguono nell’ordine:
CHEBSKY HRAD (castello di
Cheb). Castello
imperiale il cui sviluppo fu fortemente voluto dal
Barbarossa, fu poi dotato di nuovi bastioni nel XVIII
secolo e infine distrutto nel 1742 durante la Guerra di
Successione austriaca. Eppure il castello di Cheb oggi
regala ancora alcuni dei migliori esempi di romanico del
Paese. La cittadella fortificata presenta architetture
uniche: geometrie nette e spigolose, mura possenti
ingentilite da ordini di bifore (quel che resta del
palazzo di Federico Barbarossa) e la Torre Nera (che
prende il nome dai blocchi di lava con cui fu costruita)
con vista splendida sui monumenti del centro storico,
tra i più antichi di Boemia. Notevole anche la cappella
palatina dei santi Erardo e Orsola, costruita su un
livello inferiore romanico con volte a botte e uno
superiore gotico con copertura a vela.
SOKOLOV.
Quello di Sokolov,
oggi più un palazzo che un castello, sorge su un
importante crocevia commerciale. Scavi archeologici
rivelano che già nel 1279, quando Sokolov viene citato
per la prima volta nei documenti, sorgeva qui una
roccaforte circondata da acqua e adibita a sede
nobiliare. Fu nel XV secolo che gli Slik trasformarono
la fortezza in un castello a pianta rettangolare con
quattro torri angolari, che ispirerà poi la
ricostruzione attuale. L’edificio oggi è più
monumenti in uno: non solo è composto di tre storici
edifici, ma questi ospitano diversi musei, collezioni e
gallerie. Le varie esposizioni fotografano la storia
della regione, l’attività mineraria qui diffusa,
flora e fauna locali e artigianato tipico.
LOKET. Il
nome del castello, e della città, significa
"gomito", dalla piega brusca che il
sottostante fiume Ohre crea in quel punto per girare
attorno al grande massiccio granitico su cui è
avvinghiata la fortezza, le cui antichissime origini
sono ancora oggetto di discussione. Si ritiene comunque
che la rotonda in stile romanico sia l’elemento più
antico giunto a noi del castello originario. Costruita
con blocchi di granito nella seconda metà del XII
secolo, sotto Vladislao II, è tuttora oggetto di studio
ma non si esclude che fosse l’edificio unico di un‘antica
fortezza slava. Oggi colpiscono soprattutto la torre di
difesa abbarbicata alla roccia più alta, il santuario
romanico ora parte della chiesa di San Venceslao, i
palazzi e la casa del margravio. Nel castello è
ospitato anche un museo di porcellane, vetri, un
meteorite di 108 kg ritrovato nel 1775 nel locale pozzo
e diversi ricordi di Goethe. Loket presta spesso la sua
cornice a fedeli ricostruzioni di mercati medievali.
BECOV NAD TEPLOU. Fatto
erigere in posizione strategica dai signori di Osek nel
XIV secolo, il castello di Becov conobbe il massimo
splendore a cavallo tra ‘400 e ‘500. Seguirono la
costruzione del palazzo rinascimentale e quella in stile
barocco del castello inferiore, al momento l’unico
accessibile al pubblico. La fortezza principale,
infatti, è tuttora in corso di restauro. Nel castello
inferiore si possono visitare diversi reperti storici e
gli splendidi arredi del XIX secolo. Ma il vero gioiello
di Becov è senza dubbio il reliquario di San Mauro,
splendido esempio di arte romanica del ‘200. Il
sontuoso sarcofago dorato, tra i meglio conservati di
tutta Europa, è un capolavoro ligneo impreziosito con
argento e rame, proveniente dalla fabbrica di Florennes,
nell’odierno Belgio. Dopo varie traversie e dopo esser
stato nascosto in tempo di guerra, fu rinvenuto nel 1985
e sottoposto a un certosino restauro durato 20 anni. Dal
giardino del castello di Becov si ammirano la vallata e
la città antica.
LAZNE KYNZVART. Elegante
nella sua candida architettura, il castello di Kynzvart
–che i tedeschi chiamano Königswart- se ne sta nel
cuore del triangolo termale, nella regione di Karlovy
Vary-Karlsbad. Il progetto del maniero, costruito tra il
1821 e il 1839, fu affidato dal cancelliere di stato
austriaco Klement von Metternich all’architetto Pietro
Nobile, che adottò lo stile del classicismo viennese.
Tra i gioielli di Kynzvart, la biblioteca del
cancelliere, tra le più importanti d’Europa con i
suoi oltre 24.000 tomi. Tra questi, anche un raro
frammento del Vecchio Testamento riconducibile all’VIII
secolo. Ma ad attirare l’attenzione del pubblico è
anche l’insolita collezione di curiosità, molte delle
quali appartenute o riconducibili a Napoleone Bonaparte.
Il parco della residenza, vasto 300 ettari, porta la
firma del capo giardiniere viennese Riedel. Numerose e
tutte notevoli anche le adiacenze del castello, inserite
in un bel parco all’inglese. Tra queste anche un
mulino a ruota del XVIII secolo e persino un birrificio.
MONASTERO DI TEPLA. Il complesso
monastico premostratense di Tepla fu fondato nel 1193 e
subito abitato da 12 monaci cui fu affidato il compito
di colonizzare l’area fino ad allora pressoché
disabitata e di diffondere il credo cristiano. I
religiosi, però, si diedero da fare anche per quanto
riguardava l’educazione scolastica, la cultura, l’arte,
la scienza e l’economia. Per ben 800 anni, il
monastero influì sulla storia della Boemia occidentale,
finché l’esercito di sicurezza non arrestò i monaci
e prese possesso dell’edificio, che fino al 1978 fu in
parte utilizzato come caserma delle truppe
cecoslovacche. Altre parti fortunatamente furono
dichiarate monumento nazionale e sottratte al degrado,
fino a quando il complesso sul finire del 1990 tornò
nelle mani dell’ordine monastico che lo aveva fondato.
Il nucleo più antico giunto fino a noi è la chiesa in
stile romanico-gotico, esclusa dalle visite (che
includono invece sempre il convento e la biblioteca)
quando sono in corso funzioni religiose.
SVIHOV. Quello
di Svihov è un bellissimo e raro esempio di castello d’acqua.
Cuore della fortezza è la corte interna, chiusa dalle
due ali del palazzo residenziale. Tutt’attorno corrono
i bastioni, messi in ulteriore sicurezza da un fossato.
Oggi grazie a questo sistema di mura e canali il
castello guadagna in coreografia ma un tempo la fortezza
era tra le più inespugnabili della sua epoca.
Addentrandosi tra le mura si ha come l’impressione di
essere catapultati nel XVI secolo. Da non perdere il
magnifico soffitto a cassettoni in stile rinascimentale
che sovrasta la sala da ballo e l’armeria, le cucine
del castello, le prigioni e la galleria con capolavori
gotici.
NEBILOY.. E’
un esempio significativo di una certa elegante
architettura reale barocca orientata allo stile
viennese, piuttosto singolare e certo rara da queste
parti. La residenza è formata da due edifici disposti
uno di fronte all’altro, un tempo collegati tra loro
da porticati sovrastati da terrazze. Durante i restauri
cui fu sottoposto nel XVIII secolo, anche gli interni si
rifecero il trucco, grazie alla mano talentuosa del
pittore praghese Antonin Tuvora. Particolarmente
raffinato il decoro del salone delle feste, con motivi
esotici.
KOZEL. Splendido
edificio dall’impronta classicista, il castello di
Kozel è tra i monumenti più visitati di tutta la
Boemia occidentale. Costruito alla fine del XVIII
secolo, fu inizialmente concepito con quattro ali a un
piano solo, ma fu successivamente ampliato con altri due
edifici: la cappella con di fronte la scuola di
equitazione e le scuderie reali con di fronte gli
alloggi della servitù. A impreziosire gli interni del
castello fu il celebre pittore praghese Antonin Tuvor,
che affrescò alcune sale con la tecnica a secco.
Pregevoli anche gli arredi originari, esempi rari di
arte e artigianato in stile rococò e classico. Anche
questo maniero è chiuso in un abbraccio verde da un
parco rigoglioso, con tanto di padiglione di caccia.
HOROVICE. Inizialmente
costruito in stile barocco (nel XVIII secolo), fu poi
riadattato ai dettami dell’architettura classicista
per volere dei von Hanau, principi d’Assia, che
acquistarono il castello nella seconda metà del XIX
secolo, fino ad assumere l’aspetto odierno. Splendidi
gli affreschi della volta sopra lo scalone. In un certo
qual modo avveniristici gli interni della residenza,
studiati con un occhio all’arte e all’estetica ma
assolutamente funzionali secondo un concetto assai
moderno per l’epoca. La visita include per esempio la
sala di caccia, quella da pranzo e la biblioteca.
Interessante anche l’esposizione di giocattoli
aristocratici, tra cui splendide bambole e trenini.
ZEBRAK E TOCNIK. Costruita
nella seconda metà del XIII secolo, nel 1341 la
fortezza di Zebrak fu annessa alle proprietà imperiali
e ospitò spesso Carlo IV. Oggi della fortificazione
restano due possenti torrioni cilindrici e poco più. In
lontananza, sulla prossima altura ecco la rocca di
Tocnik, le cui rovine sono tra le più belle di Boemia.
Il nucleo originario risale al XIV secolo ma nel XVI
secolo fu rimaneggiata con impronte rinascimentali.
Anche Tocnik oggi è ridotto a poche rovine, ma il loro
fascino ha qualcosa di solenne e romantico.
KRIVOKLAT. Inizialmente,
nel XIII secolo, sorse come palazzina di caccia reale.
Poi da questa nel XVI secolo, per volontà di Vladislav
II, fu ampliato e sviluppato fino a divenire una vasta
fortezza in stile gotico. Venne poi il turno degli
interventi sotto i Lussemburghi. Infine, sotto il regno
degli Jagelloni, che apportarono abbellimenti in stile
tardogotico, Krivoklat si trasformò nella residenza
più bella della sua epoca. Pregevoli e ben conservati
anche gli interni, in particolare la cappella con le
decorazioni pittoree e scultoree tardogotiche e la sala
dei re con il soffitto a volte stellato. Oltre alla
cappella e alla sala dei re, il pubblico può accedere
alla sala dei cavalieri, alla biblioteca, alla ricca
collezione dei Furstenberg, al torrione e al salone di
caccia.
KARLSTEJN. (ovvero
"pietra di Carlo") , E’
tra i monumenti medievali meglio conservati, più
importanti e maggiormente visitati di tutta la
Repubblica Ceca. A fondarlo nel 1348 su una rupe che
domina il corso del Berounka fu Carlo IV, re di Boemia
che sarebbe poi stato incoronato anche imperatore del
Sacro Romano Impero. Il castello serviva per conservare
e custodire le insegne, i documenti e i gioielli
imperiali e della corona ceca nonché le sacre reliquie.
Via via che i suoi tesori vennero trasferiti, il
castello perse importanza e cadde in abbandono.
Ristrutturato in stile neogotico sul finire del XIX
secolo per mano di Josef Mocker, assunse l’aspetto che
conserva ancora oggi, reso particolarmente affascinante
dalla disposizione degli edifici su più livelli. Sono
aperte al pubblico diverse sale, oltre a un paio di
torri.
CASTELLO DI PRAGA.
Eccolo
infine, il degno coronamento di un cammino all’insegna
della storia, dell’arte, dell’architettura, del
bello. Un itinerario prezioso, tempestato di gemme rare
non poteva che culminare nella "città d’oro".
L’ultima, straordinaria tappa della Via delle Rocche
è Praga, con il suo castello. Concentrato di capolavori
di ogni genere ed epoca, la capitale ceca ha nel
castello il suo monumento-simbolo. Non un semplice
edificio, ma un complesso di palazzi, chiese,
cattedrali, botteghe, giardini, piazze, vicoli, corti
che hanno ospitato teste coronate, cervelli brillanti,
artisti internazionali, autorità ecclesiastiche e
militari. Una sorta di cittadella che domina la città,
il nucleo antichissimo della Città Vecchia. A lungo il
cuore pulsante delle arti e delle scienze di tutta
Europa. Una terrazza sul territorio, una finestra sul
mondo. Una sentinella sul fiume. Ieri sede dei re, oggi
sede del governo.
LUNGO
LA VIA
Non solo castelli, si diceva, ma
anche tante curiosità. Come per esempio la Casa delle
Farfalle di Zirovice, nei pressi della città di
Frantiskovy Lazne. Non molto lontano, ecco anche la Soos
Natural Reserve, dove ammirare l’affascinante fenomeno
dei vulcani di fango. Chi
alla natura preferisce la tecnologia può invece puntare
su Kralovske Porici, dove sorge l’antica Fattoria
Bernard con il suo Museo della Tecnica, focalizzato su
storici marchi di motociclette. E gli amanti del genere
non perdano nemmeno il Museo Storico del Ciclo e
Motociclo di Becov nad Teplou, che presenta anche una
divertente sezione dedicata alle due ruote giocattolo.
Gli appassionati
della storia avranno modo di farsi catapultare nei fasti
di ieri al castello di Karlstejn, dove nuove
installazioni e un programma di rievocazioni fanno
rivivere usi, costumi, sapori ma anche favole e leggende
antichi. Come
quelle che narrano di draghi, grandi protagonisti quest’estate
di una speciale mostra allestita tra le mura fiabesche
del castello d’acqua di Svihov. Al
castello di Kynzvart, invece, in agosto andrà in scena
il Nabucco di Verdi. Infine
per chi percorrerà la Via fino in fondo, anche Praga ha
in serbo una sorpresa: dopo un lungo restauro riapre
finalmente a giugno il Vicolo d’Oro.
TEMPI
ANTICHI, MEZZI MODERNI
Dimenticate i cavalli e le carrozze:
prima di tuffarvi nel passato grazie alle atmosfere
nostalgiche della Via delle Rocche, approfittate dei
mezzi moderni e dei veloci collegamenti che sono stati
pensati per voi. Per
chi sceglie l’auto, la Via delle Rocche in Repubblica
Ceca si raggiunge tramite le autostrade D1, D5, D8, D11.
Praga e Norimberga
sono collegate da un express bus delle Ferrovie Tedesche
(DB-Deutsche Bahn, www.bahn.de) con 6 corse il giorno e
un tempo di percorrenza di 3 ore 45 minuti. La
maggior parte delle località lungo la Via delle Rocche
è servita dalla ferrovia, i cui binari spesso corrono
paralleli all’itinerario turistico. Per informazioni e
dettagli: Ferrovie Ceche (Ceske Drahy, www.cd.cz).
Esiste un
collegamento diretto con la Via delle Rocche dagli
aeroporti di Norimberga e Praga.
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CANTON
TICINO
BELLEZZA
E SALUTE A BRACCETTO
Una passeggiata a piedi, in auto, autobus, trenino o
funicolare sui sentieri delle erbe per riscoprire le
erbe officinali, godersi la natura e gustare i piatti
tipici.
In Canton Ticino cinque percorsi
permettono di scoprire le bellezze naturali, le
incantevoli cittadine e la cucina di valli e montagne
del Canton Ticino dove la natura è ancora protagonista.
Il tema di questi itinerari sono le erbe officinali.
Sino agli inizi del
secolo scorso la raccolta delle erbe officinali ed
aromatiche era molto diffusa in tutta la Svizzera, poi
caduta in disuso. Oggi le erbe sono tornate a giocare un
ruolo importante nella medicina complementare e nella
fitoterapia, oltre ad essere incluse nella preparazione
di saporiti piatti tipici su ricette tramandate dai
nonni. In Canton Ticino attualmente operano 60
produttori che coltivano numerose specie di piante quali
la Genziana, la Melissa, la Menta, la Salvia, la Stella
alpina, il Timo e la Verbena. Alcune aziende producono
tisane e caramelle a base di erbe. Olivone,
fulcro di tutto il progetto per lo sviluppo della
cultura delle erbe medicinali, è sede dell’Istituto
Alpino di Fitofarmacologia.
All’Alpe Piora si trova invece il Centro di Biologia
Alpina, importante istituto di studi internazionali sull’ecosistema,
in uno scenario alpino di grande bellezza. I percorsi
sono arricchiti da indicazioni di carattere culturale su
musei, monumenti, chiese santuari e luoghi particolari
da visitare.
IL TREKING DELLE ERBE: LAGO
MAGGIORE E VALLI. Questa
proposta presenta una serie di spunti di viaggio nella
zona del Lago Maggiore e delle valli limitrofe. Il primo
spunto è il famoso "Sentierone" della Val
Verzasca, che percorre tutta questa magnifica valle,
famosa anche per il bungee jumping sulla diga della
Verzasca. Il
secondo suggerimento parte da Locarno in direzione
Vallemaggia fino a Someo e Cevio, due incantevoli paesi
con ognuno un campo di coltivazione delle erbe. Il
terzo spunto parte da Porto Ronco, lungo il lago, in
direzione di Brissago. Con il battello si giunge alle
isole di Brissago, dove si visita l’incantevole parco
botanico.
IL FASCINO DELLA COLLINA D’ORO:
LUGANO E MENDRISIOTTO. Questo
itinerario parte da Montagnola, nei dintorni di Lugano,
dove è d’obbligo la visita al Museo dedicato allo
scrittore Hermann Hesse. Tra suggestive chiesette
antiche la passeggiata porta a Carona, detto il paese
degli artisti per i numerosi architetti, stuccatori e
maestri scalpellini originari della zona ed emigrati nei
centri più importanti dell’Italia e d’Europa.
Carona ha un centro incantevole e pittoresco, con una
bella chiesa parrocchiale di origine romanica restaurata
nel XVI secolo.
IL GIRO DEL MONTE GENEROSO.
Il giro parte da
Maroggia, da dove si sale verso Rovio e Arogno. Da
segnalare a Rovio una delle prime coltivazioni di piante
medicinali è la cappella romanica di San Vigilio, con
la bellissima vista sul lago di Lugano. Si sale sul
Monte Generoso e alla stazione Bellavista si prende un
comodo trenino per raggiungere la vetta. Da qui (1704
metri) sono possibili interessanti escursioni come ‘il
sentiero dei pianeti’, la ‘Grotta dell’Orso’,
oppure il sentiero delle ‘nevere’ (costruzioni
rotonde per conservare il latte). Scendendo si possono
visitare dei bei campi di erbe officinali e volendo il
parco naturale delle Gole della Breggia per il notevole
patrimonio geologico e paleontologico. Si ritorna a
Maroggia in autobus.
NELLA VALLE DEL SOLE:BELLINZONA E
ALTO TICINO. Il
viaggio inizia a Biasca, dove si apre la Valle di Blenio,
che è interamente percorribile con i mezzi pubblici o
con la propria auto. Si prosegue per Semione, che
custodisce nella Cappella dei Molti magnifici affreschi
dei Mastri Seregnesi (XV sec.) e anche un interessante
Museo di Minerali e Fossili. Si arriva a Torre, che dal
2000 ospita, nell’ex fabbrica di cioccolato Cima
Norma, la sede della centrale di lavorazione delle erbe
medicinali, che produce la Tisana Olivone, le caramelle
Cofit e l’Olio del Buongustaio. Proseguendo verso nord
si arriva ad Olivone, fulcro di tutto il progetto per lo
sviluppo della cultura delle erbe medicinali, dove si
trova anche l’Istituto Alpino di Fitofarmacologia.
Tra gli alpeggi con la funicolare più ripida del mondo
– L’Alpe Piora e la Valle Leventina. Questo
itinerario include l’Alpe Piora, dove si trova il
Centro di Biologia Alpina, famoso istituto di studi
internazionali sull’ecosistema, in uno scenario alpino
di grande bellezza. In zona Piora si trova anche l’alpeggio
rinomato per l’omonimo formaggio, uno dei migliori del
Canton Ticino. Attraversando l’incantevole paesaggio
del Lago Ritom, si raggiunge la Funicolare del Ritom,
una delle più ripide al mondo, fino alla fermata di
Altanca, dove si aprono tre percorsi diversi del
sentiero delle erbe.
INFO: www.ticino.ch.
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8th INTERNATIONAL CONVENTON FOR CULTURE &
TOURISM
AMORGOS
ISLAND
WELCOME
THE
MEETING: Green
Tourism - Program for Tourist Enterprises and
Protection - Biological Cultivation
Biological
Products - The olive and olive oil: the healthy
Mediterranean Diet - Saving energy
WWW.YPERIA.GR
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AMORGOS
ISLAND, ULTIMO PARADISO DELLE CICLADI
DOVE
GLI SPOSI
ARRIVANO A DORSO D’ASINO
di
Antonio Conte
L’isola
di Amorgos è l’ultima propaggine
dell’arcipelago delle Cicladi e forse anche per
questo, meno conosciuta
dal turismo vacanziero internazionale, come invece
lo sono le sue consorelle:Naxos, Paros, Santorini
etc. Un’isola felice e “inesplorata”che
rimane ancora uno degli ultimi paradisi del
Mediterraneo.
E
non poteva che esserci migliore scelta per la
Convention Internazionale dei Media
Yperia 2008 che da sei anni viene ospitata
presso l’hotel Aegialis, situato a strapiombo
sul mare. Qui
la fanno da padroni non i motori che affliggono le
metropoli, ma la natura incontaminata, con il
canto del gallo ruspante e il raglio dell’asino
che scandiscono l’alba e il tramonto invitandoti
allo spettacolo unico che offre il sole che come
una palla di fuoco emerge, o si nasconde,
all’orizzonte riflesso nell’intenso blu del
mare. Mentre
respiri a
pieni polmoni i profumi delle erbe officinali
che delle tremila specie esistenti in tutta
l’Europa, qui se ne contano più di novecento.
La
moderna Spa, inaugurata da un anno, accanto al
bellissimo e panoramico hotel “Aegialis”,si
potrebbe definire “la clinica del silenzio”,
per il clima di pace che in questo paradiso
terrestre si respira ovunque e che invece spesso
si va a cercarlo
a migliaia di chilometri da noi,
in meditazione con i monaci del Tibet, o in
India. “Gli europei lo possono trovare qui, a poche
centinaia di chilometri da casa”- come ci dice
Irene Giannacopoulos, proprietaria dell’Aegialis
Hotel e promotrice dell’incontro annuale di
studi e scambi culturali internazionali con i
giornalisti che si occupano di problematiche del
turismo.
Qui,
mentre fa da base la climaterapia e la
talassoterapia per ragioni di natura ambientale, non si rinuncia alle altre cure di bellezza con le più
avanzate strutture tecnologiche, alcune delle
quali con “made in Italy”, come Jacuzzi.
GLI
SPOSI ARRIVANO A DORSO D'ASINO.
E per le coppie
di innamorati dei paesi nordici, come la
Finlandia, sta diventando una moda andare a
sposarsi ad
Amorgos. Non a Las Vegas o altre destinazioni
d’oltre oceano, quindi. In modo più originale e
soprattutto a portata di tutte le tasche, qui si
può scegliere tra il matrimonio di rito
ortodosso, o cattolico, e quello doppio, o
semplicemente con il rito civile, tutto
regolarmente e legalmente registrato, con un
pacchetto che non supera i mille euro,
omnicomprensivo: cerimonia, hotel, ricevimento,
musica e persino le bomboniere.
Ad
attendere gli sposi, seguiti dai familiari e
amici, non ci sono Rols Roice, ma docili asinelli
che accompagnano la coppia alla chiesa, o al
municipio (www.greek-weddings.com).
E
per i più religiosi non manca una visita al
Santuario-Convento ortodosso della
Panaghia Chozoviotissa (la
Madonna Madre di Dio), scavato nella roccia; un
monumento storico che ha compiuto nei mesi scorsi
mille anni e che aveva impressionato persino il
grande architetto Le Corbusier. Esso è divenuto
nei secoli il simbolo dell’isola e l’Unesco lo
ha inserito nel registro dei beni culturali
universali.
Dall'Italia
si arriva in aereo fino ad Atene con Aegean Air e
proseguendo in nave dal Pireo con Blu Star.
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CELEBRATION
OF THE 1000 YEARS
of
Monastery Virgin Mary Chozoviotissa
The
Monastery is built on a rock, 300 meters above the
sea. This year, the Cultural Assosiation of
Tholaria in Amorgos organized a special Cultural
Event with the support of the European
Leader + program. It included a
photography Exhibition with title: "Meeting
the Big Blue -Amorgos: The portrait of an island."
The photos, were a celection of work of 7
photographers from around the world, who had
visited Amorgos during the YPERIA 2007 Convention.
EliasProvopoulos from Greece, Edith Lebon from
Paris, Boyco Yordanov from Bulgaria, Michael Jagd
from Denmark, Milan Hristev from Bulgaria,
Shao Bo Yang from China,, Simona Silvestri from
Italy presented their pictures, giving the
portrait of Amorgos, through their eyes and
cameras. . Also, a photo album with pictures
and thoughts about Amorgos from the
same photographers, was presented by Mrs.
Sdrafka Michailova, a journalist and writer,
member of the Bulgarian Embassy who is a regular
attendant of "Yperia" Conventions,
organized on Amorgos annually by the above
association, in cooperation with Aegialis Hotel
& Spa.
 
 
The
Event opened by the Assosoation's President Mrs.
Irene Giannakopoulos and with greetings of
the representative of the goverment Mr. Yiannis
Vroutsis, the Mayor of Amorgos Mr. Nikolaos
Fostieris, and the representative of Amorgos
Society in Athens Mr. Antonis Vlavianos.
A very interesting film, produced by the
Polish producer Mr. Yacek Van, was presented for
the first time, showing all the customs and
traditions of Amorgos island during Easter period.
The Event ended with presentation of a folk dance
group in traditional Amorgian costumes, who
performed 7 local dances. All participants, were
offered the traditional sweets "Xerotigana",
"loukoumades", and the
homemadelocall "psimeni raki". The same
Event, will be repeated in Athens, at the Helexpo
Exhibition Center, for promotion of the Island's
culture in tthe main land. Pictures: Photography
Exhibition - Mrs. Irene Giannakopoulos President
and Mr. Yiannis Vroutsis. children dancing, "sousta"
dance .
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FOTOCRONACA
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Club
Europeo – European Club
BENEMERITI
DEL TURISMO E DELL’OSPITALITA’
“FOR
OUTSTANDING SERVICES IN THE FIELD OF TOURISM”
“A
LIFE FOR TOURISM”
-
“UNA VITA PER IL TURISMO”
(Aderente alla Federazione
Europea Stampa Turistica)
28°
PREMIO EUROPEO PER IL TURISMO
CRACOVIA:
Primavera - SPALATO:
Autunno 2010
LA
GRANDE
EUROPA DEL TURISMO DALL’ATLANTICO
AGLI URALI
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L'originale
hotel a trulli "Il
Palmento" di
Locorotondo (Ba), capitale della Valle dei
Trulli. |
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CAMBIO
MONETARIO
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VIAGGI
E VACANZE
LISTE
DI NOZZE
Voi
pensate a sposarvi...
noi
pensiamo
alla
luna di miele
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VARSAVIA |
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ROMA |
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| ILVELIERO.COM
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VARSAVIA
PER
LA TUA VACANZA
IN
POLONIA
Info@holidaytravel.pl
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|
L'HOTEL
DEI "BENEMERITI
DEL
TURISMO"
ul. Złota 48/54
00-120 Warszawa
tel.: (+48 22) 697 39 99
fax: (+48 22) 697 38 99
e-mail: holiday@orbis.pl
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GRECIA-AMORGOS
YPERIA
2010

AMORGOS:
8th
Cultural Convention
of
Press & Media
APRIL:
8 - 12
|
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CRACOVIA
E
VARSAVIA
I
T A L Y I M A G E
Incontri
enogastronomici
con
l'Est Europa
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SPALATO
OTTOBRE
2010
28°
PREMIO EUROPEO
"BENEMERITI
DEL TURISMO
E DELL'OSPITALITA' "
&
"UNA
VITA PER
IL
TURISMO"
EDIZIONE
AUTUNNALE
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