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IL GIORNALE  PER CHI FA TURISMO

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Direttore Antonio Conte

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LA VIA DELLE ROCCHE

IL TRATTO CECO DELLA BURGENSTRASSE

Chi non conosce i grandi manieri fatati della Baviera, in Germania? Ma oltre confine che cosa c’è? Oltre confine, ecco altre splendide fortezze e residenze reali: sono i castelli della Repubblica Ceca. Corre infatti proprio su suolo ceco l’ultimo, incantevole strappo della celebre Burgenstrasse-La via delle Rocche, suggestivo itinerario turistico –tra i più affascinanti dell’Europa Centrale- che da Mannheim conduce a Praga tra torrioni, mura merlate e fossati.

Istituita nel 1954 in Germania, la Via delle Rocche fu immediatamente fatta proseguire fino a Praga non appena crollò la cortina di ferro e oggi offre al moderno viandante oltre 1000 chilometri di percorso, che collegano centinaia di destinazioni uniche. I gioielli del tratto ceco sono quattordici castelli e un monastero, tutti bellissimi, custodi di una storia antica, testimoni di saghe e scrigno di leggende… Anche in terra ceca, insomma, il viaggio nel tempo prosegue tra atmosfere di fiaba, sulle orme di re, imperatori, vescovi, duchi, cavalieri. Ma anche, perché no, di draghi, fantasmi ed eroi.

FORTEZZE, RESIDENZE E MONASTERI DI BOEMIA

Non solo castelli e nobili residenze, ma anche borghi sospesi nel tempo e celebri centri termali già cari agli Asburgo, collegati da un unico itinerario dai panorami unici, perfetto da percorrere in auto, pullman o moto, in treno, in bicicletta, a piedi o via fiume. Vediamone le tappe salienti, in un crescendo che culmina nel "castello dei castelli": quello di Praga. Dopo l’ultima rocca tedesca, quella di Bayreuth, appena varcato il confine ceco, si susseguono nell’ordine:

CHEBSKY HRAD (castello di Cheb). Castello imperiale il cui sviluppo fu fortemente voluto dal Barbarossa, fu poi dotato di nuovi bastioni nel XVIII secolo e infine distrutto nel 1742 durante la Guerra di Successione austriaca. Eppure il castello di Cheb oggi regala ancora alcuni dei migliori esempi di romanico del Paese. La cittadella fortificata presenta architetture uniche: geometrie nette e spigolose, mura possenti ingentilite da ordini di bifore (quel che resta del palazzo di Federico Barbarossa) e la Torre Nera (che prende il nome dai blocchi di lava con cui fu costruita) con vista splendida sui monumenti del centro storico, tra i più antichi di Boemia. Notevole anche la cappella palatina dei santi Erardo e Orsola, costruita su un livello inferiore romanico con volte a botte e uno superiore gotico con copertura a vela.

SOKOLOV. Quello di Sokolov, oggi più un palazzo che un castello, sorge su un importante crocevia commerciale. Scavi archeologici rivelano che già nel 1279, quando Sokolov viene citato per la prima volta nei documenti, sorgeva qui una roccaforte circondata da acqua e adibita a sede nobiliare. Fu nel XV secolo che gli Slik trasformarono la fortezza in un castello a pianta rettangolare con quattro torri angolari, che ispirerà poi la ricostruzione attuale. L’edificio oggi è più monumenti in uno: non solo è composto di tre storici edifici, ma questi ospitano diversi musei, collezioni e gallerie. Le varie esposizioni fotografano la storia della regione, l’attività mineraria qui diffusa, flora e fauna locali e artigianato tipico.

LOKET. Il nome del castello, e della città, significa "gomito", dalla piega brusca che il sottostante fiume Ohre crea in quel punto per girare attorno al grande massiccio granitico su cui è avvinghiata la fortezza, le cui antichissime origini sono ancora oggetto di discussione. Si ritiene comunque che la rotonda in stile romanico sia l’elemento più antico giunto a noi del castello originario. Costruita con blocchi di granito nella seconda metà del XII secolo, sotto Vladislao II, è tuttora oggetto di studio ma non si esclude che fosse l’edificio unico di un‘antica fortezza slava. Oggi colpiscono soprattutto la torre di difesa abbarbicata alla roccia più alta, il santuario romanico ora parte della chiesa di San Venceslao, i palazzi e la casa del margravio. Nel castello è ospitato anche un museo di porcellane, vetri, un meteorite di 108 kg ritrovato nel 1775 nel locale pozzo e diversi ricordi di Goethe. Loket presta spesso la sua cornice a fedeli ricostruzioni di mercati medievali.

BECOV  NAD TEPLOU. Fatto erigere in posizione strategica dai signori di Osek nel XIV secolo, il castello di Becov conobbe il massimo splendore a cavallo tra ‘400 e ‘500. Seguirono la costruzione del palazzo rinascimentale e quella in stile barocco del castello inferiore, al momento l’unico accessibile al pubblico. La fortezza principale, infatti, è tuttora in corso di restauro. Nel castello inferiore si possono visitare diversi reperti storici e gli splendidi arredi del XIX secolo. Ma il vero gioiello di Becov è senza dubbio il reliquario di San Mauro, splendido esempio di arte romanica del ‘200. Il sontuoso sarcofago dorato, tra i meglio conservati di tutta Europa, è un capolavoro ligneo impreziosito con argento e rame, proveniente dalla fabbrica di Florennes, nell’odierno Belgio. Dopo varie traversie e dopo esser stato nascosto in tempo di guerra, fu rinvenuto nel 1985 e sottoposto a un certosino restauro durato 20 anni. Dal giardino del castello di Becov si ammirano la vallata e la città antica.

LAZNE KYNZVART. Elegante nella sua candida architettura, il castello di Kynzvart –che i tedeschi chiamano Königswart- se ne sta nel cuore del triangolo termale, nella regione di Karlovy Vary-Karlsbad. Il progetto del maniero, costruito tra il 1821 e il 1839, fu affidato dal cancelliere di stato austriaco Klement von Metternich all’architetto Pietro Nobile, che adottò lo stile del classicismo viennese. Tra i gioielli di Kynzvart, la biblioteca del cancelliere, tra le più importanti d’Europa con i suoi oltre 24.000 tomi. Tra questi, anche un raro frammento del Vecchio Testamento riconducibile all’VIII secolo. Ma ad attirare l’attenzione del pubblico è anche l’insolita collezione di curiosità, molte delle quali appartenute o riconducibili a Napoleone Bonaparte. Il parco della residenza, vasto 300 ettari, porta la firma del capo giardiniere viennese Riedel. Numerose e tutte notevoli anche le adiacenze del castello, inserite in un bel parco all’inglese. Tra queste anche un mulino a ruota del XVIII secolo e persino un birrificio.

MONASTERO DI TEPLA. Il complesso monastico premostratense di Tepla fu fondato nel 1193 e subito abitato da 12 monaci cui fu affidato il compito di colonizzare l’area fino ad allora pressoché disabitata e di diffondere il credo cristiano. I religiosi, però, si diedero da fare anche per quanto riguardava l’educazione scolastica, la cultura, l’arte, la scienza e l’economia. Per ben 800 anni, il monastero influì sulla storia della Boemia occidentale, finché l’esercito di sicurezza non arrestò i monaci e prese possesso dell’edificio, che fino al 1978 fu in parte utilizzato come caserma delle truppe cecoslovacche. Altre parti fortunatamente furono dichiarate monumento nazionale e sottratte al degrado, fino a quando il complesso sul finire del 1990 tornò nelle mani dell’ordine monastico che lo aveva fondato. Il nucleo più antico giunto fino a noi è la chiesa in stile romanico-gotico, esclusa dalle visite (che includono invece sempre il convento e la biblioteca) quando sono in corso funzioni religiose.

SVIHOV. Quello di Svihov è un bellissimo e raro esempio di castello d’acqua. Cuore della fortezza è la corte interna, chiusa dalle due ali del palazzo residenziale. Tutt’attorno corrono i bastioni, messi in ulteriore sicurezza da un fossato. Oggi grazie a questo sistema di mura e canali il castello guadagna in coreografia ma un tempo la fortezza era tra le più inespugnabili della sua epoca. Addentrandosi tra le mura si ha come l’impressione di essere catapultati nel XVI secolo. Da non perdere il magnifico soffitto a cassettoni in stile rinascimentale che sovrasta la sala da ballo e l’armeria, le cucine del castello, le prigioni e la galleria con capolavori gotici.

NEBILOY.. E’ un esempio significativo di una certa elegante architettura reale barocca orientata allo stile viennese, piuttosto singolare e certo rara da queste parti. La residenza è formata da due edifici disposti uno di fronte all’altro, un tempo collegati tra loro da porticati sovrastati da terrazze. Durante i restauri cui fu sottoposto nel XVIII secolo, anche gli interni si rifecero il trucco, grazie alla mano talentuosa del pittore praghese Antonin Tuvora. Particolarmente raffinato il decoro del salone delle feste, con motivi esotici.

KOZEL. Splendido edificio dall’impronta classicista, il castello di Kozel è tra i monumenti più visitati di tutta la Boemia occidentale. Costruito alla fine del XVIII secolo, fu inizialmente concepito con quattro ali a un piano solo, ma fu successivamente ampliato con altri due edifici: la cappella con di fronte la scuola di equitazione e le scuderie reali con di fronte gli alloggi della servitù. A impreziosire gli interni del castello fu il celebre pittore praghese Antonin Tuvor, che affrescò alcune sale con la tecnica a secco. Pregevoli anche gli arredi originari, esempi rari di arte e artigianato in stile rococò e classico. Anche questo maniero è chiuso in un abbraccio verde da un parco rigoglioso, con tanto di padiglione di caccia.

HOROVICE. Inizialmente costruito in stile barocco (nel XVIII secolo), fu poi riadattato ai dettami dell’architettura classicista per volere dei von Hanau, principi d’Assia, che acquistarono il castello nella seconda metà del XIX secolo, fino ad assumere l’aspetto odierno. Splendidi gli affreschi della volta sopra lo scalone. In un certo qual modo avveniristici gli interni della residenza, studiati con un occhio all’arte e all’estetica ma assolutamente funzionali secondo un concetto assai moderno per l’epoca. La visita include per esempio la sala di caccia, quella da pranzo e la biblioteca. Interessante anche l’esposizione di giocattoli aristocratici, tra cui splendide bambole e trenini.

ZEBRAK E TOCNIK. Costruita nella seconda metà del XIII secolo, nel 1341 la fortezza di Zebrak fu annessa alle proprietà imperiali e ospitò spesso Carlo IV. Oggi della fortificazione restano due possenti torrioni cilindrici e poco più. In lontananza, sulla prossima altura ecco la rocca di Tocnik, le cui rovine sono tra le più belle di Boemia. Il nucleo originario risale al XIV secolo ma nel XVI secolo fu rimaneggiata con impronte rinascimentali. Anche Tocnik oggi è ridotto a poche rovine, ma il loro fascino ha qualcosa di solenne e romantico.

KRIVOKLAT. Inizialmente, nel XIII secolo, sorse come palazzina di caccia reale. Poi da questa nel XVI secolo, per volontà di Vladislav II, fu ampliato e sviluppato fino a divenire una vasta fortezza in stile gotico. Venne poi il turno degli interventi sotto i Lussemburghi. Infine, sotto il regno degli Jagelloni, che apportarono abbellimenti in stile tardogotico, Krivoklat si trasformò nella residenza più bella della sua epoca. Pregevoli e ben conservati anche gli interni, in particolare la cappella con le decorazioni pittoree e scultoree tardogotiche e la sala dei re con il soffitto a volte stellato. Oltre alla cappella e alla sala dei re, il pubblico può accedere alla sala dei cavalieri, alla biblioteca, alla ricca collezione dei Furstenberg, al torrione e al salone di caccia.

KARLSTEJN. (ovvero "pietra di Carlo"), E’ tra i monumenti medievali meglio conservati, più importanti e maggiormente visitati di tutta la Repubblica Ceca. A fondarlo nel 1348 su una rupe che domina il corso del Berounka fu Carlo IV, re di Boemia che sarebbe poi stato incoronato anche imperatore del Sacro Romano Impero. Il castello serviva per conservare e custodire le insegne, i documenti e i gioielli imperiali e della corona ceca nonché le sacre reliquie. Via via che i suoi tesori vennero trasferiti, il castello perse importanza e cadde in abbandono. Ristrutturato in stile neogotico sul finire del XIX secolo per mano di Josef Mocker, assunse l’aspetto che conserva ancora oggi, reso particolarmente affascinante dalla disposizione degli edifici su più livelli. Sono aperte al pubblico diverse sale, oltre a un paio di torri.

CASTELLO DI  PRAGA. Eccolo infine, il degno coronamento di un cammino all’insegna della storia, dell’arte, dell’architettura, del bello. Un itinerario prezioso, tempestato di gemme rare non poteva che culminare nella "città d’oro". L’ultima, straordinaria tappa della Via delle Rocche è Praga, con il suo castello. Concentrato di capolavori di ogni genere ed epoca, la capitale ceca ha nel castello il suo monumento-simbolo. Non un semplice edificio, ma un complesso di palazzi, chiese, cattedrali, botteghe, giardini, piazze, vicoli, corti che hanno ospitato teste coronate, cervelli brillanti, artisti internazionali, autorità ecclesiastiche e militari. Una sorta di cittadella che domina la città, il nucleo antichissimo della Città Vecchia. A lungo il cuore pulsante delle arti e delle scienze di tutta Europa. Una terrazza sul territorio, una finestra sul mondo. Una sentinella sul fiume. Ieri sede dei re, oggi sede del governo.

 LUNGO LA VIA

Non solo castelli, si diceva, ma anche tante curiosità. Come per esempio la Casa delle Farfalle di Zirovice, nei pressi della città di Frantiskovy Lazne. Non molto lontano, ecco anche la Soos Natural Reserve, dove ammirare l’affascinante fenomeno dei vulcani di fango. Chi alla natura preferisce la tecnologia può invece puntare su Kralovske Porici, dove sorge l’antica Fattoria Bernard con il suo Museo della Tecnica, focalizzato su storici marchi di motociclette. E gli amanti del genere non perdano nemmeno il Museo Storico del Ciclo e Motociclo di Becov nad Teplou, che presenta anche una divertente sezione dedicata alle due ruote giocattolo. Gli appassionati della storia avranno modo di farsi catapultare nei fasti di ieri al castello di Karlstejn, dove nuove installazioni e un programma di rievocazioni fanno rivivere usi, costumi, sapori ma anche favole e leggende antichi. Come quelle che narrano di draghi, grandi protagonisti quest’estate di una speciale mostra allestita tra le mura fiabesche del castello d’acqua di Svihov. Al castello di Kynzvart, invece, in agosto andrà in scena il Nabucco di Verdi. Infine per chi percorrerà la Via fino in fondo, anche Praga ha in serbo una sorpresa: dopo un lungo restauro riapre finalmente a giugno il Vicolo d’Oro.

TEMPI ANTICHI, MEZZI MODERNI

Dimenticate i cavalli e le carrozze: prima di tuffarvi nel passato grazie alle atmosfere nostalgiche della Via delle Rocche, approfittate dei mezzi moderni e dei veloci collegamenti che sono stati pensati per voi. Per chi sceglie l’auto, la Via delle Rocche in Repubblica Ceca si raggiunge tramite le autostrade D1, D5, D8, D11. Praga e Norimberga sono collegate da un express bus delle Ferrovie Tedesche (DB-Deutsche Bahn, www.bahn.de) con 6 corse il giorno e un tempo di percorrenza di 3 ore 45 minuti. La maggior parte delle località lungo la Via delle Rocche è servita dalla ferrovia, i cui binari spesso corrono paralleli all’itinerario turistico. Per informazioni e dettagli: Ferrovie Ceche (Ceske Drahy, www.cd.cz). Esiste un collegamento diretto con la Via delle Rocche dagli aeroporti di Norimberga e Praga.

 

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CANTON TICINO

BELLEZZA E SALUTE A BRACCETTO

Una passeggiata a piedi, in auto, autobus, trenino o funicolare sui sentieri delle erbe per riscoprire le erbe officinali, godersi la natura e gustare i piatti tipici.

In Canton Ticino cinque percorsi permettono di scoprire le bellezze naturali, le incantevoli cittadine e la cucina di valli e montagne del Canton Ticino dove la natura è ancora protagonista. Il tema di questi itinerari sono le erbe officinali. Sino agli inizi del secolo scorso la raccolta delle erbe officinali ed aromatiche era molto diffusa in tutta la Svizzera, poi caduta in disuso. Oggi le erbe sono tornate a giocare un ruolo importante nella medicina complementare e nella fitoterapia, oltre ad essere incluse nella preparazione di saporiti piatti tipici su ricette tramandate dai nonni. In Canton Ticino attualmente operano 60 produttori che coltivano numerose specie di piante quali la Genziana, la Melissa, la Menta, la Salvia, la Stella alpina, il Timo e la Verbena. Alcune aziende producono tisane e caramelle a base di erbe. Olivone, fulcro di tutto il progetto per lo sviluppo della cultura delle erbe medicinali, è sede dell’Istituto Alpino di Fitofarmacologia. All’Alpe Piora si trova invece il Centro di Biologia Alpina, importante istituto di studi internazionali sull’ecosistema, in uno scenario alpino di grande bellezza. I percorsi sono arricchiti da indicazioni di carattere culturale su musei, monumenti, chiese santuari e luoghi particolari da visitare.

IL TREKING DELLE ERBE: LAGO MAGGIORE E VALLI. Questa proposta presenta una serie di spunti di viaggio nella zona del Lago Maggiore e delle valli limitrofe. Il primo spunto è il famoso "Sentierone" della Val Verzasca, che percorre tutta questa magnifica valle, famosa anche per il bungee jumping sulla diga della Verzasca. Il secondo suggerimento parte da Locarno in direzione Vallemaggia fino a Someo e Cevio, due incantevoli paesi con ognuno un campo di coltivazione delle erbe. Il terzo spunto parte da Porto Ronco, lungo il lago, in direzione di Brissago. Con il battello si giunge alle isole di Brissago, dove si visita l’incantevole parco botanico.

IL FASCINO DELLA COLLINA D’ORO: LUGANO E MENDRISIOTTO. Questo itinerario parte da Montagnola, nei dintorni di Lugano, dove è d’obbligo la visita al Museo dedicato allo scrittore Hermann Hesse. Tra suggestive chiesette antiche la passeggiata porta a Carona, detto il paese degli artisti per i numerosi architetti, stuccatori e maestri scalpellini originari della zona ed emigrati nei centri più importanti dell’Italia e d’Europa. Carona ha un centro incantevole e pittoresco, con una bella chiesa parrocchiale di origine romanica restaurata nel XVI secolo.

IL GIRO DEL MONTE GENEROSO. Il giro parte da Maroggia, da dove si sale verso Rovio e Arogno. Da segnalare a Rovio una delle prime coltivazioni di piante medicinali è la cappella romanica di San Vigilio, con la bellissima vista sul lago di Lugano. Si sale sul Monte Generoso e alla stazione Bellavista si prende un comodo trenino per raggiungere la vetta. Da qui (1704 metri) sono possibili interessanti escursioni come ‘il sentiero dei pianeti’, la ‘Grotta dell’Orso’, oppure il sentiero delle ‘nevere’ (costruzioni rotonde per conservare il latte). Scendendo si possono visitare dei bei campi di erbe officinali e volendo il parco naturale delle Gole della Breggia per il notevole patrimonio geologico e paleontologico. Si ritorna a Maroggia in autobus.

NELLA VALLE DEL SOLE:BELLINZONA E ALTO TICINO. Il viaggio inizia a Biasca, dove si apre la Valle di Blenio, che è interamente percorribile con i mezzi pubblici o con la propria auto. Si prosegue per Semione, che custodisce nella Cappella dei Molti magnifici affreschi dei Mastri Seregnesi (XV sec.) e anche un interessante Museo di Minerali e Fossili. Si arriva a Torre, che dal 2000 ospita, nell’ex fabbrica di cioccolato Cima Norma, la sede della centrale di lavorazione delle erbe medicinali, che produce la Tisana Olivone, le caramelle Cofit e l’Olio del Buongustaio. Proseguendo verso nord si arriva ad Olivone, fulcro di tutto il progetto per lo sviluppo della cultura delle erbe medicinali, dove si trova anche l’Istituto Alpino di Fitofarmacologia. Tra gli alpeggi con la funicolare più ripida del mondo – L’Alpe Piora e la Valle Leventina. Questo itinerario include l’Alpe Piora, dove si trova il Centro di Biologia Alpina, famoso istituto di studi internazionali sull’ecosistema, in uno scenario alpino di grande bellezza. In zona Piora si trova anche l’alpeggio rinomato per l’omonimo formaggio, uno dei migliori del Canton Ticino. Attraversando l’incantevole paesaggio del Lago Ritom, si raggiunge la Funicolare del Ritom, una delle più ripide al mondo, fino alla fermata di Altanca, dove si aprono tre percorsi diversi del sentiero delle erbe.

INFO: www.ticino.ch.

 

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8th INTERNATIONAL CONVENTON FOR CULTURE & TOURISM

 

AMORGOS ISLAND

 

WELCOME 

THE MEETING: Green Tourism - Program for Tourist Enterprises and Protection - Biological Cultivation

Biological Products - The olive and olive oil: the healthy Mediterranean Diet - Saving energy

 

WWW.YPERIA.GR

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AMORGOS ISLAND, ULTIMO PARADISO DELLE CICLADI

DOVE GLI  SPOSI ARRIVANO A DORSO D’ASINO

di Antonio Conte

 

L’isola di Amorgos è l’ultima propaggine dell’arcipelago delle Cicladi e forse anche per questo, meno conosciuta dal turismo vacanziero internazionale, come invece lo sono le sue consorelle:Naxos, Paros, Santorini etc. Un’isola felice e “inesplorata”che rimane ancora uno degli ultimi paradisi del Mediterraneo.

E non poteva che esserci migliore scelta per la Convention Internazionale dei Media  Yperia 2008 che da sei anni viene ospitata presso l’hotel Aegialis, situato a strapiombo sul mare. Qui la fanno da padroni non i motori che affliggono le metropoli, ma la natura incontaminata, con il canto del gallo ruspante e il raglio dell’asino che scandiscono l’alba e il tramonto invitandoti allo spettacolo unico che offre il sole che come una palla di fuoco emerge, o si nasconde, all’orizzonte riflesso nell’intenso blu del mare. Mentre respiri  a pieni polmoni i profumi delle erbe officinali  che delle tremila specie esistenti in tutta l’Europa, qui se ne contano più di novecento. La moderna Spa, inaugurata da un anno, accanto al bellissimo e panoramico hotel “Aegialis”,si potrebbe definire “la clinica del silenzio”, per il clima di pace che in questo paradiso terrestre si respira ovunque e che invece spesso  si va a cercarlo  a migliaia di chilometri da noi,  in meditazione con i monaci del Tibet, o in India. “Gli europei lo possono trovare qui, a poche centinaia di chilometri da casa”- come ci dice Irene Giannacopoulos, proprietaria dell’Aegialis Hotel e promotrice dell’incontro annuale di studi e scambi culturali internazionali con i giornalisti che si occupano di problematiche del turismo.

Qui, mentre fa da base la climaterapia e la talassoterapia per ragioni di natura ambientale, non si rinuncia alle altre cure di bellezza con le più avanzate strutture tecnologiche, alcune delle quali con “made in Italy”, come Jacuzzi.

GLI SPOSI ARRIVANO A DORSO D'ASINO.

 E per le coppie di innamorati dei paesi nordici, come la Finlandia, sta diventando una moda andare a sposarsi  ad Amorgos. Non a Las Vegas o altre destinazioni d’oltre oceano, quindi. In modo più originale e soprattutto a portata di tutte le tasche, qui si può scegliere tra il matrimonio di rito ortodosso, o cattolico, e quello doppio, o semplicemente con il rito civile, tutto regolarmente e legalmente registrato, con un pacchetto che non supera i mille euro, omnicomprensivo: cerimonia, hotel, ricevimento, musica e persino le bomboniere.

Ad attendere gli sposi, seguiti dai familiari e amici, non ci sono Rols Roice, ma docili asinelli che accompagnano la coppia alla chiesa, o al municipio (www.greek-weddings.com). 

E per i più religiosi non manca una visita al Santuario-Convento ortodosso della  Panaghia Chozoviotissa (la Madonna Madre di Dio), scavato nella roccia; un monumento storico che ha compiuto nei mesi scorsi mille anni e che aveva impressionato persino il grande architetto Le Corbusier. Esso è divenuto nei secoli il simbolo dell’isola e l’Unesco lo ha inserito nel registro dei beni culturali universali.  

Dall'Italia si arriva in aereo fino ad Atene con Aegean Air e proseguendo in nave dal Pireo con Blu Star.

                                                                     WWW.GREEK-WEDDINGS.COM

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CELEBRATION OF THE 1000 YEARS

of Monastery Virgin Mary Chozoviotissa 

 

The Monastery is built on a rock, 300 meters above the sea. This year, the Cultural Assosiation of Tholaria in Amorgos organized a special Cultural Event with the support of the  European Leader +  program. It  included a photography Exhibition with title: "Meeting the Big Blue -Amorgos: The portrait of an island."
The photos, were a celection of work of 7 photographers from around the world, who had visited Amorgos during the YPERIA 2007 Convention.
EliasProvopoulos from Greece, Edith Lebon from Paris, Boyco Yordanov from Bulgaria, Michael Jagd from Denmark, Milan Hristev  from Bulgaria, Shao Bo Yang from China,, Simona Silvestri from Italy presented their pictures, giving the portrait of Amorgos, through their eyes and cameras. . Also, a photo album with  pictures and thoughts about Amorgos from the
same  photographers, was presented by Mrs. Sdrafka Michailova, a journalist and writer, member of the Bulgarian Embassy who is a regular  attendant of "Yperia" Conventions, organized on Amorgos annually by the above association, in cooperation with Aegialis Hotel & Spa.

 

 

 

The Event opened by the Assosoation's President Mrs. Irene Giannakopoulos and with greetings of  the representative of the goverment Mr. Yiannis Vroutsis,  the Mayor of Amorgos Mr. Nikolaos Fostieris, and the representative of Amorgos Society in Athens Mr. Antonis Vlavianos.
A very interesting film,  produced by the Polish producer Mr. Yacek Van, was presented for the first time, showing all the customs and traditions of Amorgos island during Easter period. The Event ended with presentation of a folk dance group in traditional Amorgian costumes,  who performed 7 local dances. All participants, were offered the traditional sweets "Xerotigana", "loukoumades", and  the
homemadelocall "psimeni raki". The same Event, will be repeated in Athens, at the Helexpo Exhibition Center, for promotion of the Island's culture in tthe main land. Pictures: Photography Exhibition - Mrs. Irene Giannakopoulos President and Mr. Yiannis Vroutsis. children dancing, "sousta" dance .

 

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FOTOCRONACA 

 

FOTO: Aegialis - Stamatis; Luda Zach

 

 

 

 

 

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(Aderente alla Federazione Europea Stampa Turistica)

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CRACOVIA:  Primavera - SPALATO: Autunno 2010

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8th Cultural Convention

of Press & Media

APRIL: 8 - 12 

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Incontri enogastronomici

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SPALATO

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